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29 agosto 2026 - Aggiornato alle 22:29
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cartoline di degrado

A Giarre il verde pubblico è ormai divenuto terra di nessuno

Viaggio tra parchi fantasma e piazze sfigurate, dallo Jungo alle vasche del Duomo. Trafugati da anni i busti di Alfio Russo e Carlo Parisi, un’offesa alla memoria storica cittadina

29 Agosto 2026, 22:29

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A Giarre il verde pubblico è ormai divenuto terra di nessuno

Il verde pubblico a Giarre è in disarmo, tra parchi chiusi per inagibilità strutturali e grandi spazi come la villa Margherita, l’area a verde di via Pertini e nella rotatoria del viale Don Minzoni, in totale stato di degrado. Il caso più emblematico di questa crisi è senza dubbio il parco comunale Jungo di corso Europa.

Da lunghi anni l’area è completamente sottratta alla pubblica fruizione a causa di una vecchia ordinanza dirigenziale, emessa per gravi criticità strutturali che interessano l’arena interna. L’assenza di vigilanza e di interventi di ripristino ha trasformato il parco in una terra di nessuno: all’interno si susseguono continui atti di vandalismo, culminati in passato in roghi dolosi che hanno letteralmente polverizzato la storica ludoteca.

Non va molto meglio al parco Giardino di Macchia. Nonostante la recente riapertura al pubblico, avvenuta dopo la rivitalizzazione dei servizi igienici, questo immenso polmone verde rimane ampiamente sottoutilizzato. La grande arena necessita di urgenti interventi manutentivi sulle gradinate, mentre gli spogliatoi e i servizi dell’anfiteatro si trovano in condizioni di totale degrado. L’aspetto più mortificante riguarda però il viale delle personalità illustri. Da oltre un decennio, questo spazio della memoria è stato profanato: ignoti hanno infatti trafugato i busti bronzei del maestro di giornalismo Alfio Russo e del poeta e giurista Carlo Parisi.

L’unica stele superstite è quella del compianto sindaco Nello Cantarella, padre dell’attuale primo cittadino di Giarre. Accanto alla stele, la vasca artistica giace disadorna, ricolma di terriccio e acqua stagnante, con gli zampilli guasti da tempo.

Il degrado non risparmia nemmeno le zone periferiche e i simboli del passato. Il parco di San Giovanni Montebello, un tempo meta prediletta e scenario suggestivo per le foto di matrimonio, oggi è quasi dimenticato e privo di una reale valorizzazione. La mappa dell’abbandono si estende poi a macchia d’olio in tutta la città: l’area verde all’interno della rotatoria Cismon del Grappa è completamente trascurata, mentre la bambinopoli di piazza Immacolata mostra evidenti segni di declino.

Le storiche vasche artistiche di piazza Duomo (all’interno di villa Garibaldi) e di villa San Francesco (nella zona del Carmine) risultano ormai dimesse, prive di acqua e ridotte a fioriere abbandonate.