La scomparsa
Lutto nella musica: è morto Antonino Fogliani, il direttore d’orchestra messinese aveva 50 anni
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dai teatri con cui aveva collaborato, tra cui il Teatro Massimo di Palermo e il Teatro di San Carlo di Napoli.
È morto a 50 anni Antonino Fogliani, direttore d’orchestra messinese tra i più apprezzati interpreti del repertorio operistico italiano, in particolare del belcanto e delle opere di Gioachino Rossini e Vincenzo Bellini.
La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo della musica e nei teatri italiani che nel corso degli anni hanno condiviso con il maestro importanti produzioni.
Tra i messaggi arrivati nelle ultime ore anche quello della Fondazione Teatro Massimo di Palermo, che sui social ha ricordato Fogliani «con profondo affetto e grande stima», definendolo un direttore d’orchestra di «profonda competenza musicale» che alla musica aveva dedicato la propria vita «con passione, sensibilità e generosità».
«Vogliamo ricordarlo nel gesto più puro e sublime della direzione d’orchestra – si legge nel messaggio – quel gesto che nasce nel silenzio e diventa musica, che per un istante tiene insieme il tempo, gli artisti e chi ascolta».
Il Teatro Massimo ha quindi sottolineato il valore della musica come elemento capace di conservare il ricordo delle persone e del loro lavoro: «Forse è proprio la musica a custodire ciò che il tempo sembra portarci via, perché continua a far vivere, nell’ascolto e nella memoria, ciò che abbiamo amato».
Il ricordo del Teatro di San Carlo
Cordoglio anche dal Teatro di San Carlo di Napoli e dal sovrintendente Fulvio Macciardi, che hanno ricordato con «profonda commozione» la scomparsa prematura del maestro messinese.
Nel corso della sua attività al teatro lirico partenopeo, Fogliani aveva consolidato un rapporto particolarmente significativo con la tradizione musicale napoletana e con il grande repertorio operistico italiano.
Il San Carlo ha ricordato il suo percorso a partire dal Settecento napoletano di Cimarosa e Paisiello, fino alle grandi pagine del belcanto, ambito nel quale Fogliani era considerato uno degli specialisti più apprezzati. Particolare il suo legame con Rossini, oltre che con Bellini.
Un rapporto con il teatro napoletano rinnovato nel corso degli anni attraverso diverse produzioni: dal Marito disperato del 2003 a Il pirata del 2021, passando per Il turco in Italia e per il Socrate immaginario di Paisiello, nella rilettura di Roberto De Simone.
«Il suo gesto, la sua sensibilità musicale e il suo legame con il repertorio italiano restano nella memoria di chi ha condiviso con lui il palcoscenico e di chi lo ha ascoltato», ha sottolineato il Teatro di San Carlo.
La scomparsa di Antonino Fogliani lascia dunque un vuoto nel panorama musicale italiano e nel mondo dell’opera, dove aveva costruito nel corso degli anni un percorso riconosciuto per competenza, sensibilità e attenzione al repertorio.