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l’hub dei cavi sottomarini

Data center, il futuro passa anche dalla Sicilia

Si investe nel cuore del gateway mediterraneo: a Carini cresce un polo tecnologico per il traffico tra Europa, Africa e Asia

31 Agosto 2026, 10:15

10:20

Data center, il futuro passa anche dalla Sicilia

L’Europa sta investendo sulle infrastrutture digitali sottomarine e ha da poco finanziato il "Regional cable hub" del Mediterraneo nell’ambito della "Strategia digitale europea". Ma non è la sola: scendono in campo anche i fondi istituzionali. Come il "Pan-European Infrastructure III", fondo specializzato in infrastrutture gestito da Dws Infrastructure (Gruppo Deutsche Bank) che, attraverso "MediTerra DataCenters", ha acquistato il data center "Open Hub Med", polo tecnologico della Sicilia situato a Carini, centro alle porte di Palermo. "Open Hub Med" - oggi "PMO01" - è l’unico polo carrier neutral della Sicilia, controllato da un consorzio di operatori e partner tecnologici italiani ed esteri, fra i quali annovera Fastweb, Italtel, Retelit e Sky Italia.

Operatore emergente nel settore delle infrastrutture digitali, specializzato nella fornitura di servizi di collocation e connettività nell’Europa del Sud, MediTerra DataCenters penetra, dunque, anche al Sud, cominciando dalla Sicilia, dopo aver acquisito a luglio 2024 "Cloud Europe", un data center Tier IV situato nel Tecnopolo Tiburtino di Roma, un sistema organizzato finalizzato ad attrarre iniziative imprenditoriali ad alto contenuto tecnologico e a rilanciare settori industriali avanzati con più di 80 imprese insediate che occupano 2mila addetti.

Dal punto di vista strategico, la mossa di acquisire l’OHM-PMO01 dimostra, da un lato, che l’Isola viene percepita come uno snodo strategico per l’interscambio di traffico tra Europa, Africa e Asia, e, dall’altro, conferma il ruolo chiave che il nostro Paese riveste nel mercato europeo, nel cui territorio potranno essere accolti, alimentati e raffreddati i server utilizzati dalle imprese del segmento dell’economia digitale, con in testa gli hyperscaler che gestiscono enormi masse di dati, come Google, Microsoft e Amazon. Prova ne sia il fatto che l’Italia, attraverso l’impegno del ministero delle Imprese, sta rafforzando il proprio ruolo tra i principali hub europei per le infrastrutture digitali avanzate e per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il MIMIT ha varato la Strategia per l’attrazione di investimenti in data center che ha consentito di registrare oltre 7 miliardi di investimenti tra il 2023 e il 2025, mentre altri 25 miliardi sono stati annunciati per il triennio 2026-28.

"Open Hub Med-PMO01" è un polo tecnologico che funge da snodo neutrale per l’interconnessione delle reti di telecomunicazioni nel Mediterraneo. È un’infrastruttura alimentata a 2 MW a Carini, in provincia di Palermo. La posizione è strategica, perché si trova a meno di un chilometro dalla costa, è situato nel cuore del gateway digitale del Mediterraneo e, vista la vicinanza con i principali approdi dei cavi sottomarini, il data center è in grado di svolgere un ruolo centrale per il traffico dati tra Europa, Africa e Asia.

I soci sono Eolo, Fastweb e Rete Xmed con l’11,35% ciascuno, Italtel, Mix srl, Neomedia srl, Retelit, Sky Italia e Stack infrastructure Italy srl, con l’8,52%. A seguire, con quote minori, Exa Infrastructure Italy srl (5,42%), Atomo Networks srl (5,16%), In-Site srl (4,26%).

Nel 2024 la società consortile ha generato 1,3 milioni di ricavi con oltre 522,3mila euro di Ebitda e 645,7mila euro di liquidità netta. «L’acquisizione di "Open Hub Med" è una pietra miliare nella nostra strategia di sviluppo in Italia e nel Sud Europa», dice Emmanuel Becker, Ceo di MediTerra DataCenters. La Sicilia è un ponte naturale verso i mercati emergenti. Portare nell’Isola infrastrutture Premium di alta qualità significa abilitare la trasformazione digitale della P.a. e delle imprese locali, garantendo al contempo una porta d’accesso privilegiata ai grandi player globali.»

MediTerra DataCenters ha pianificato investimenti in Italia per oltre 330 milioni in un biennio: 80 milioni serviranno al potenziamento del data center al Tecnopolo Roma Tiburtino, focalizzandosi su sostenibilità e fonti rinnovabili; oltre 100 milioni andranno a rafforzare la rete esistente e ad acquisire o sviluppare nuovi siti in regioni del Centro-Nord; oltre 150 milioni saranno dedicati a progetti mirati a colmare il gap digitale nel Mezzogiorno.

Queste risorse sono parte integrante di una strategia più ampia del fondo "Peif III" che dispone di un capitale complessivo di circa 3 miliardi per il mercato europeo.