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31 agosto 2026 - Aggiornato alle 10:53
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Catania

Spento l'incendio in un impianto per il trattamento di materiali plastici alla zona industriale, resta l'allarme salute

L'allerta dei segretari di Uil e Uilm: "Continuiamo a ricevere dai lavoratori segnalazioni di pesanti odori. Che cosa si respira adesso in quell'area?"

31 Agosto 2026, 10:53

Spento l'incendio in un impianto per il trattamento di materiali plastici alla zona industriale, resta l'allarme salute

«Dopo l’incendio in un impianto per il trattamento di materiali plastici, che cosa si respira ancora adesso alla zona industriale di Catania? Servono risposte, non rassicurazioni generiche. Non accettiamo silenzi e zone d’ombra, siamo pronti a ogni azione sindacale e legale. Nulla vale quanto la salute e la vita delle persone, in primo luogo di lavoratrici e lavoratori sistematicamente e a lungo esposti in quell'area a potenziali rischi che risultano ancora imprecisati». Lo affermano, in una nota, i segretari della Uil di Catania, Enza Meli, della Uilm etnea, Giuseppe Caramanna.


«Dalla Zona industriale - aggiungono - continuiamo a ricevere dai lavoratori segnalazioni di pesanti odori lasciati dal recente rogo. L’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, l’Arpa Sicilia, ha reso noto con un comunicato sull'incendio del 28 agosto che sono stati realizzati campionamenti dell’aria per verificare la presenza di composti organici volatili e di microinquinanti come diossine, furani, idrocarburi e policlorobifenili. Mentre siamo in attesa di risultati, resta l’esigenza di tutela della sicurezza che dev'essere sempre prioritaria».


«Non possiamo essere noi - concludono Enza Meli e Giuseppe Caramanna - a dire se effettivamente alla Zona industriale vi siano sostanze pericolose nell’aria, ma chiediamo alle imprese interessate e agli enti competenti informazioni tempestive e trasparenti. Qualora persistano condizioni ambientali di pericolo, peraltro, sollecitiamo una seria valutazione sull'opportunità di procedere alla sospensione temporanea delle attività produttive nelle aree maggiormente interessate. Vogliamo ripetere: nulla vale quanto la sicurezza, la salute e la vita delle persone».