palermo
Commozione e tanta gente allo Zen per i funerali della piccola Anna Rosa, morta a causa della difterite
Il parroco: "La famiglia chiusa a riccio per il peso mediatico, ora impasse superata"
Si sono svolti questa mattina, nella chiesa di San Filippo Neri allo Zen, a Palermo, i funerali di Anna Rosa Bartolotta, la piccola deceduta nella notte tra il 19 e il 20 agosto all’Ospedale dei Bambini a causa di un’infezione da difterite, malattia batterica contagiosa contro la quale, secondo quanto emerso, non sarebbe stata vaccinata.
A celebrare il rito è stato padre Giovanni Giannalia, parroco dello Zen.
Amici e familiari si sono stretti attorno al padre, Emanuele, e alla madre, Manuela.
“Aiuta tanto lo sguardo di fede sapere – ha detto il sacerdote – che questa bimba che gli eventi hanno strappato così violentemente alla famiglia vive e come un angioletto che ancora dal cielo ci protegge, che già abbiamo una relazione ancora che continua con lei e che la rivedremo e saremo insieme in cielo. Questo è motivo di grandissimo conforto. La nostra comunità parrocchiale si è fatta subito vicino alla famiglia. Il peso, anche mediatico si è abbattuto sulla famiglia – ha sottolineato padre Giannalia – l’ha fatta chiudere a riccio. Però abbiamo superato questa impasse. Parliamo la stessa lingua. Questo evento da parte nostra è soprattutto, cercate di consolarli e supportarli. Ho negli occhi una bella foto della bimba in cui c’è lei che si trova proprio al mare, nel bagnasciuga, con il mare alle spalle che alza le mani e proprio nell’alzare le mani sembra proprio un angioletto”.
Dall’autopsia eseguita all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo è arrivata la conferma della presenza di una grave e diffusa infezione nell’organismo della minore. Gli ulteriori accertamenti medico-legali dovranno ora contribuire a ricostruire in dettaglio la sequenza degli eventi che ha portato al decesso.
Sul fronte investigativo, la Procura di Palermo, oltre ai genitori indagati per omicidio colposo, ha iscritto nel registro delle notizie di reato anche otto medici dell’azienda sanitaria Civico che hanno visitato e curato la bimba tra il 13 e il 19 agosto.
Per i sanitari l’iscrizione rappresenta, in questa fase, un atto di garanzia seguito alla denuncia presentata dai genitori e necessario per consentire la nomina di consulenti di parte e la partecipazione agli accertamenti irripetibili.
