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Attualità

Ancora razziatori notturni a Vittoria, preso di mira un negozio in via Ruggero Settimo

Le proprietarie: "Tutto si è consumato nell'indifferenza generale, sebbene qualcuno si sia accorto di ciò che stava accadendo"

31 Agosto 2026, 14:29

14:30

Ancora razziatori notturni a Vittoria, preso di mira un negozio in via Ruggero Settimo

L'attività presa di mira

Nella notte tra domenica e lunedì, intorno alle 3,45, un negozio del centro di Vittoria, in via Ruggero Settimo angolo via Matteotti, è stato preso di mira da ignoti che, dopo avere forzato la porta laterale, sono riusciti a introdursi all’interno portando via denaro, oggetti di valore e il telefono aziendale. Un colpo rapido, consumato in pochi minuti, che ha lasciato le titolari non solo con un danno economico significativo ma soprattutto con un senso di amarezza difficile da spiegare.

Secondo quanto raccontato dalle proprietarie, a quell’ora c’erano persone in strada dirette al lavoro. Alcuni avrebbero visto chiaramente la scena, altri avrebbero notato qualcuno che tentava di sfondare la porta a spallate. Eppure nessuno ha chiamato le forze dell’ordine, nessuno ha provato a dare l’allarme. «L’indifferenza generale fa più male del furto stesso», scrivono nel loro messaggio, un passaggio che diventa il cuore di una riflessione più ampia: la sicurezza non è solo questione di pattuglie, ma anche di comunità, di attenzione reciproca, di quel senso di responsabilità condivisa che dovrebbe scattare quando si assiste a qualcosa di anomalo.

La denuncia è stata già presentata ai carabinieri, che ora lavorano sulle immagini delle telecamere per individuare i responsabili. Nel frattempo, le titolari hanno voluto rendere pubblico l’accaduto, anche per avvisare i clienti che il telefono aziendale non è più raggiungibile. Ma soprattutto per lanciare un messaggio: la sicurezza riguarda tutti, e il silenzio di chi vede e non interviene rischia di diventare un problema tanto quanto i furti stessi.

Il loro appello è semplice e diretto: non voltarsi dall’altra parte. Perché un gesto minimo, una chiamata, un allarme, può fare la differenza tra un furto consumato e un intervento tempestivo. E perché una comunità che si protegge è sempre più forte di chi prova a colpirla.