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31 agosto 2026 - Aggiornato alle 15:27
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La testimonianza

Cavadonna al collasso: <il carcere ostaggio dei detenuti, noi agenti lasciati soli>

Un agente di Polizia penitenziaria:

31 Agosto 2026, 15:27

15:31

Il silenzio che grida: detenuti in protesta contro le restrizioni di Natale

Il carcere Cavadonna sembra ormai viaggiare sul filo del rasoio. Struttura sovraffollata con oltre 700 detenuti a fronte di 545 posti regolamentari, e con un organico della Polizia penitenziaria che conta poco più di 200 effettivi rispetto ai 310 previsti. In questo scenario, il susseguirsi di rivolte, aggressioni e momenti di forte tensione alimenta una domanda che non può più essere elusa: chi governa davvero il carcere quando un reparto viene occupato, le chiavi sottratte a un agente e per ore sono necessari rinforzi provenienti da altri istituti? La sensazione è quella di uno Stato costretto troppo spesso a rincorrere l’emergenza mentre gli agenti vengono lasciati a lavorare in condizioni sempre più difficili.

A parlare di struttura «ostaggio dei detenuti» è un agente della Polizia penitenziaria che chiede a La Sicilia la garanzia dell’anonimato.

«L’istituto negli ultimi giorni era nel caos e la guerriglia è stata gestita male. Tutto è partito - racconta l’agente - dalla richiesta dei sette detenuti stranieri che dopo lo scontro con altri detenuti italiani dovevano essere trasferiti. Avevano trascorso la notte nei locali passeggi e il giorno dopo dovevano partire; il rinvio di questo trasferimento ha acceso la scintilla e la situazione è degenerata. Le condizioni in cui lavoriamo sono assurde, siamo sotto organico; quando esce il servizio con le turnazioni giornaliere l’ordine di servizio indica sempre un numero inferiore ai livelli minimi di sicurezza previsti e, nonostante ciò, viene vidimato dal comandante, il quale dovrebbe parlare con l’ufficio preposto ma non lo fa».

Le segnalazioni di una situazione così delicata sono cadute nel vuoto.

«L’aspetto più difficoltoso - aggiunge l’agente di Polizia penitenziaria - è dover effettuare il turno in totale deficit: c’è un blocco detentivo strutturato in 4 piani con 70 detenuti a piano. Quasi giornalmente dovrebbe montare un collega per piano e, invece, lavora un solo collega per circa 280 detenuti. Una situazione impossibile da gestire con un organico ridotto al minimo e con i detenuti esasperati da condizioni igieniche inadeguate, aggravate dal caldo, dalla presenza di ratti e serpenti. La totale assenza delle istituzioni e l’inadeguatezza dell’attuale direttore, non in grado di gestire l’emergenza, rendono la situazione esplosiva».

Cavadonna è allo sbando e lo Stato sotto scacco anche per la pessima gestione del personale a dire dell’agente penitenziario che anche a nome dei colleghi chiede di riportare sicurezza, autorità e dignità dentro quelle mura.