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Carceri

"Ristretti in agosto", i sopralluoghi a Bicocca e in Piazza Lanza della Camera Penale di Catania: è emergenza sovraffollamento

Le visite effettuate hanno rilevato anche carenze di personale e l'urgenza di risorse per garantire dignità, trattamenti e reinserimento

31 Agosto 2026, 18:21

18:30

"Ristretti in agosto", i sopralluoghi a Bicocca e in Piazza Lanza della Camera Penale di Catania: è emergenza sovraffollamento

Nell’ambito della campagna nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Osservatorio Carcere dell’Unione delle Camere Penali Italiane, la Camera Penale di Catania “Serafino Famà” ha effettuato, il 27 e 28 agosto, due sopralluoghi negli istituti penitenziari del capoluogo etneo: la Casa circondariale di Bicocca e quella di Piazza Lanza.

Giunta alla terza edizione, l’iniziativa nasce con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita della popolazione reclusa proprio nel periodo estivo, quando le criticità del regime detentivo tendono ad acuirsi, e di promuovere una conoscenza diretta della realtà carceraria.

La delegazione era composta dall’avvocata Stefania La Porta, segretaria, dall’avvocata Gisella Coco, tesoriera, dall’avvocato Vito Distefano, consigliere della Camera Penale di Catania, e dall’avvocato Carmelo Minnella.

L’accoglienza è stata improntata a cortesia e professionalità: alla Casa circondariale di Bicocca dal vice commissario capo della Polizia penitenziaria, Gianluca Tavilla, insieme al personale dell’area giuridico-pedagogica; a Piazza Lanza dal dottor Ignazio Santoro, facente funzioni dell’attuale direttrice di entrambi gli istituti, la dottoressa Giorgia Gruttadaria, dal comandante della Polizia penitenziaria, dottor Massimo Carollo, dalla dottoressa Privitera, funzionaria dell’area giuridico-pedagogica, e dal dottor Ciraolo per l’area sanitaria.

Dalle visite, riferite a contesti istituzionali diversi ma accomunati da problematiche analoghe, emergono criticità significative: carenza di personale, sovraffollamento e fragilità strutturali.

Fattori che incidono in modo diretto sulla qualità della vita in cella e sulla piena erogazione di attività e servizi che dovrebbero sostenere l’esecuzione della pena.

Il tema del sovraffollamento risulta particolarmente allarmante. A Piazza Lanza sono presenti 469 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 279 posti, con un’eccedenza di circa il 68%. A Bicocca i ristretti sono 189 rispetto a 137 posti disponibili, pari a un surplus di circa il 38%.

Numeri che non possono essere ridotti a semplici statistiche: dietro ogni percentuale ci sono persone la cui quotidianità è segnata da spazi inadeguati, condizioni di permanenza spesso non dignitose, accesso limitato alle attività trattamentali e alla socialità, oltre a un esercizio dei diritti riconosciuti dall’ordinamento penitenziario non sempre effettivo.

Tale quadro assume un rilievo ulteriore se si considera che la detenzione, per sua natura, impone una tutela rafforzata della dignità individuale. Quando le presenze superano in misura così marcata la capienza degli istituti, la protezione dei diritti dei reclusi rischia di essere compressa non solo sul piano materiale, ma anche nella concreta possibilità di realizzare quel percorso individuale di trattamento e rieducazione che costituisce l’essenza stessa dell’esecuzione della pena.

La Camera Penale di Catania “Serafino Famà” sollecita un intervento più deciso dell’Amministrazione penitenziaria centrale per fronteggiare sovraffollamento, carenze di organico e criticità strutturali che gravano sugli istituti del territorio.

Tali problematiche, emerse con chiarezza durante due visite effettuate a Bicocca e a Piazza Lanza, non possono essere risolte, si sottolinea, facendo leva esclusivamente sullo sforzo quotidiano di chi opera all’interno delle carceri.

L’associazione forense evidenzia come l’eccesso di presenze e la penuria di personale rappresentino un sacrificio anche per l’Amministrazione locale e per tutti gli operatori chiamati a garantire sicurezza, assistenza e trattamento in condizioni oggettivamente difficili.

Ne consegue che l’attenzione alle condizioni di vita delle persone recluse debba procedere di pari passo con la richiesta di risorse adeguate, potenziamenti d’organico e interventi infrastrutturali a supporto degli istituti e di chi vi lavora.

Tra le emergenze segnalate figura la significativa presenza di detenuti con disturbi di natura psichiatrica, una delle sfide più complesse del sistema carcerario attuale, che esercita ulteriore pressione sull’organizzazione interna e sugli addetti alla gestione quotidiana.

Nonostante le difficoltà, la Camera Penale rimarca di aver riscontrato impegno e senso di responsabilità nel personale dell’Amministrazione penitenziaria.

A Bicocca, accanto a evidenti limiti strutturali e organizzativi, sono stati individuati spazi per la socialità, dotati in alcuni casi di condizionatori, e attività formative e ricreative, tra cui il teatro, il campo sportivo e percorsi professionalizzanti legati al settore alberghiero.

Piazza Lanza si distingue, sotto il profilo trattamentale, per un’offerta articolata e consolidata nel tempo: istruzione sino al secondo grado, polo universitario, numerosi corsi professionali, attività ludico-sportive e progetti rieducativi.

Particolare attenzione è riservata alla popolazione straniera e ai programmi di reinserimento lavorativo, nella convinzione che formazione e occupazione siano strumenti decisivi per rendere effettivo il principio rieducativo della pena.

Di rilievo anche la sezione femminile, dove si registra un investimento significativo sul versante trattamentale e di recupero sociale.

Secondo la Camera Penale di Catania “Serafino Famà”, raccontare il carcere significa tenere insieme due esigenze non contrapposte: denunciare con chiarezza le condizioni che non assicurano standard adeguati di dignità e vivibilità per le persone detenute e, al contempo, riconoscere e valorizzare l’impegno di chi, negli istituti, lavora ogni giorno per dare concretezza ai percorsi trattamentali e di reinserimento.

Le criticità riscontrate, si precisa, non vanno attribuite al personale di polizia penitenziaria, spesso costretto a operare con organici ridotti e mezzi limitati; proprio la conoscenza diretta delle condizioni di lavoro rende ancor più evidente la necessità di sostegni adeguati e di interventi strutturali capaci di incidere sulle cause profonde delle attuali difficoltà.

La collaborazione e il confronto con l’Amministrazione penitenziaria hanno consentito sopralluoghi approfonditi e un contatto ravvicinato con la realtà detentiva e lavorativa degli istituti.

L’esperienza di Bicocca e Piazza Lanza conferma l’urgenza di mantenere aperto il dialogo tra Avvocatura, Amministrazione e Istituzioni, a tutela dei diritti dei detenuti e a garanzia di condizioni di lavoro dignitose per il personale.

La pena, si ribadisce, non può ridursi alla mera privazione della libertà personale: rispetto della dignità, istruzione, formazione, lavoro, socialità e percorsi di reinserimento sono elementi imprescindibili per dare attuazione concreta alla funzione rieducativa sancita dalla Costituzione.

La Camera Penale di Catania “Serafino Famà” continuerà a vigilare sulla realtà penitenziaria locale, visitando gli istituti, ascoltando detenuti e operatori e rendicontando con fermezza e senza pregiudizi le criticità riscontrate, nella convinzione che ciò costituisca un dovere dell’Avvocatura e un contributo essenziale alla costruzione di un sistema carcerario più rispettoso della dignità e dei diritti fondamentali della persona.