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Cronaca

Donnalucata, l'ultimo saluto a Giacomino Carnemolla

Un'amica ha dato voce a una lettera di ricordo dell'uomo morto per soffocamento venerdì scorso

31 Agosto 2026, 18:31

18:40

Donnalucata, l'ultimo saluto a Giacomino Carnemolla

I funerali di Carnemolla

La comunità di Donnalucata, questa mattina, si è raccolta attorno alla famiglia di Giacomo Carnemolla, per tutti “Giacomino”, nel giorno dell’ultimo saluto.

La chiesa gremita, il silenzio composto, il dolore diffuso in tutta la borgata da quando, pochi giorni fa, l’uomo è morto improvvisamente per soffocamento durante una cena tra amici: una tragedia repentina che ha lasciato attoniti i suoi cari e quanti lo conoscevano.

Nel corso della celebrazione, prima della benedizione conclusiva impartita da don Giuseppe Agosta, parroco di San Giorgio e Santa Caterina, un’amica ha dato voce a una lettera dedicata a Giacomino.

Parole sobrie e intime che hanno restituito l’immagine di un’amicizia autentica e di una quotidianità scandita da piccoli riti condivisi.

Nella lettera si ricordavano i “Venerdì Sacri”, come li chiamavano loro: una tavola imbandita, buon cibo, vino e birra, risate, confidenze, quella leggerezza che solo i legami sinceri sanno donare.

Ogni venerdì era una festa, un appuntamento che nessuno avrebbe immaginato potesse interrompersi così bruscamente.

Eppure, nel cuore di chi gli ha voluto bene, Giacomino continuerà a vivere.

«Ci sarà sempre, in tutti i venerdì che verranno, da qui fino alla fine dell’eternità», ha letto l’amica con la voce incrinata dall’emozione. Una promessa che ha attraversato la navata e dato forma al silenzio dei presenti.

Tra i passaggi più toccanti, anche le parole attribuite allo stesso Giacomo: «Non piangete la mia assenza, sono beato in Dio e prego per voi. Io vi amerò dal cielo come vi ho amato sulla terra.» Un messaggio che ha offerto conforto a una comunità ferita, ricordando che l’amore autentico non si estingue con la morte.

Donnalucata oggi ha salutato Giacomino con affetto e gratitudine, con quella dolcezza che si riserva alle persone buone.

E mentre la chiesa si svuotava lentamente, molti portavano con sé una certezza condivisa: i “Venerdì Sacri” continueranno, perché alcune presenze non smettono mai davvero di accompagnare chi resta.