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Il caso

Bocciature per l'Inda: ministero della Cultura blocca l'aumento retroattivo da 41 a 68 mila euro per la consigliera delegata

Baio e Blancato: i rilievi del magistrato contabile presente alla seduta sulla proposta del Cda di rideterminare il compenso

31 Agosto 2026, 19:03

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«Bocciature imbarazzanti per l’Inda da parte del ministero della Cultura». Così vengono definiti da Salvo Baio (già presidente del Consorzio universitario) e Mario Blancato (grecista) i provvedimenti relativi a due delibere della Fondazione.

«La prima bocciatura riguardava la delibera del 16 febbraio 2023 sulle proposte di modifiche della governance, la seconda riguarda la delibera numero 6 del 21 aprile ed è ustionante come la prima perché mette in luce la pervicacia del sindaco Italia e dell'intero Cda nel proporre vantaggi, questa volta economici, per la consigliera delegata. Premesso che il compenso previsto per lei è di 41 mila euro annui onnicomprensivi, il 21 aprile 2023 - sottolineano Baio e Blancato - il Consiglio d'amministrazione si riunisce per deliberare la rideterminazione del compenso portandolo da 41 mila a 68 mila euro, 27 mila euro in più (grosso modo quanto guadagna al netto in un anno un professore di latino e greco con 15/20 anni di servizio). Un aumento di quasi il 70 per cento e per giunta con effetto retroattivo. Il magistrato delegato al controllo, presente alla seduta, solleva perplessità sia in ordine alla retroattività dell'aumento che all'equiparazione, ai fini del compenso, ad un organo di vertice di un altro ente».

Baio e Blancato spiegano come nelle premesse della delibera 6 del 21 aprile 2023 è scritto che si ritiene "di dover individuare per il consigliere delegato un compenso che risulti coerente in via analogica con quello dell'organo di vertice degli enti collocati dal Dpcm 143/22 nella fascia II". «Questa equiparazione tra la misura del compenso e il suo aggancio a quello di un organo di vertice di un ente di fascia superiore non è condivisa dal magistrato di controllo che ne intuisce la finalità e gli automatismi. Ora, un amministratore con un po’ di giudizio e di esperienza dovrebbe sapere che, quando un magistrato di controllo esprime riserve del genere, la delibera nasce morta e dunque sarebbe stato opportuno soprassedere, anche perché, prima della citata delibera della Fondazione, la presidenza del Consiglio dei ministri in data 23 dicembre 2022 e il ministero della Cultura in data 26 gennaio 2023 avevano ribadito che la Fondazione Inda, in quanto non inserita nell'elenco Istat, non rientra nell'ambito di applicazione del Dpcm 143/22.

«Nonostante queste precisazioni dei vertici del Governo, il Cda va avanti a testa bassa e questa ostinazione lo porta a sbattere. Il ministero della Cultura mette nero su bianco per puntualizzare che "a fronte di un immutato assetto della governance non sia possibile assentire il deliberato aumento del compenso al consigliere delegato.....atteso che la revisione dei compensi ai sensi dell'articolo 4 del Dpcm 143/22 può essere formulata solo in presenza di modifiche sostanziali" e cioè quando "si verificano variazioni che incidono significativamente sull'assetto ordinamentale preesistente dell'ente". In conclusione, delibera bocciata. Non una bella figura».
Baio e Blancato fanno notare, inoltre, che nella relazione dei revisori dei conti del 30 ottobre 2025, nel punto riguardante "le risorse umane", è scritto che: "Lo statuto della Fondazione pone al vertice della struttura organizzativa il sovrintendente". Naturalmente la consigliera delegata, sorretta dal sindaco Italia, non sarà d'accordo, ma pazienza».