La segnalazione
Messina, il villaggio di San Filippo Superiore da giorni disagi per l’acqua
La denuncia dei residenti che dicono: «Non chiediamo privilegi, ma servizi»
Acqua razionata, vicoli dissestati e invasi dalla vegetazione, raccolta dei rifiuti a singhiozzo. I residenti di San Filippo Superiore si sentono abbandonati e lanciano una provocazione al Comune. «Aprite una graduatoria speciale per trasferirci altrove», scrivono nell’accorato appello raccolto dall’ex consigliere comunale Giuseppe Villari, e rilanciato dal consigliere di Fratelli d’Italia Dario Carbone.
«San Filippo Superiore non è un villaggio fantasma», il messaggio che arriva con forza dai residenti del borgo collinare, stanchi di quella che definiscono una «condizione di abbandono ormai diventata cronica». Al centro della denuncia ci sono problemi che, secondo i cittadini, riguardano i servizi essenziali e la sicurezza quotidiana. A partire dall'acqua.
«Ci sono case – spiegano i residenti – dove l'acqua manca completamente da giorni. Nel resto del villaggio, la pressione è così debole che non si riesce nemmeno a far partire una lavatrice. Siamo costretti a organizzare le nostre giornate attorno a turni d'acqua imprevedibili, riempiendo secchi e bacinelle come se fossimo in perenne stato di calamità». Paradosso in un territorio ricco di sorgenti e risorse idriche. Ma la mancanza d’acqua è soltanto uno dei problemi. I vicoli storici del borgo vengono descritti come fortemente dissestati e privi di manutenzione. Buche, pavimentazione danneggiata e vegetazione spontanea renderebbero difficoltoso e in alcuni casi pericoloso il passaggio, soprattutto per anziani e bambini. Il diserbo, denunciano i residenti, sarebbe ormai assente da tempo, con le sterpaglie che hanno finito per invadere le strade. A completare il quadro c’è la questione della raccolta dei rifiuti. Nell’ultima settimana, secondo quanto segnalato dagli abitanti, il servizio porta a porta gestito da Messina Servizi sarebbe andato avanti in modo irregolare, con passaggi degli operatori definiti “a singhiozzo”. «Non stiamo chiedendo privilegi – scrivono i residenti amareggiati - Chiediamo solo i servizi per cui paghiamo ogni singolo giorno. Se l’amministrazione non è in grado di garantirli, ci venga restituito almeno il rispetto che meritiamo».