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la proposta

A scuola con temperature record, la Cgil chiede di rinviare il rientro

Valditara annuncia fondi per i dispositivi di raffrescamento e un piano di efficientamento energetico. Il sindacato: «Ci sono stati tre mesi per fare i lavori». Gilda contraria, Anef propone da anni la riapertura a ottobre

01 Settembre 2026, 18:43

18:50

A scuola con temperature record, la Cgil chiede di rinviare il rientro

Il ritorno in classe si avvicina, ma il caldo riaccende le polemiche sulle condizioni degli edifici scolastici. La Flc Cgil chiede di valutare un rinvio dell’inizio delle lezioni nelle zone dove le temperature non consentano di garantire condizioni adeguate di salute e sicurezza. Il calendario scolastico prevede la ripresa delle attività, con date differenziate a livello regionale, fino al 17 settembre.

A sollevare il problema è la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, secondo la quale, laddove non siano rispettate le condizioni previste dalla normativa sulla sicurezza sul lavoro, «non è possibile far lezione». Il problema, sostiene, riguarda soprattutto gli edifici privi di adeguati sistemi di raffrescamento: trascorrere cinque o sei ore in aula, con 20 o 30 persone, può diventare particolarmente difficile durante le giornate più calde.

La questione coinvolge anche gli altri sindacati della scuola, che chiedono da tempo maggiori risorse per rendere più efficienti gli edifici. Nel dibattito torna anche il tema del Pnrr: secondo le organizzazioni sindacali, una parte degli investimenti avrebbe potuto essere destinata con maggiore decisione al miglioramento delle condizioni climatiche degli istituti.

Il ministero dell’Istruzione prova intanto a intervenire sul fronte delle risorse. Il ministro Giuseppe Valditara ha annunciato un finanziamento di 20 milioni di euro destinato alle scuole per l’acquisto e l’installazione di apparecchiature e dispositivi per il raffrescamento. Il dicastero sta inoltre lavorando a un programma più ampio di efficientamento energetico degli edifici scolastici.

Il ministero chiama in causa anche gli enti locali, ai quali spettano diverse competenze sugli immobili scolastici, chiedendo interventi nell’ambito delle rispettive possibilità. Ma Comuni, Province e Città metropolitane segnalano da tempo la scarsità delle risorse disponibili. Mario Rusconi, presidente dell’Anp di Roma, guarda così alla prossima legge di bilancio e chiede finanziamenti statali consistenti per dotare gli istituti di sistemi adeguati sia per il caldo sia per il freddo.

Sul possibile rinvio delle lezioni, però, il fronte sindacale non è compatto. La Gilda si schiera contro l’ipotesi, ritenendo che spostare l’avvio dell’anno scolastico finirebbe per compromettere ulteriormente il diritto allo studio. Di segno opposto la posizione dell’Anef, che da anni propone di posticipare la riapertura delle scuole a ottobre e considera problematico mandare studenti e personale in aula durante giornate con temperature prossime ai 40 gradi.

Sul caso interviene anche Alleanza Verdi e Sinistra. La deputata Elisabetta Piccolotti critica il governo e il ministro Valditara, sostenendo che l’emergenza climatica debba spingere a investire sia sulle energie rinnovabili sia sulla vivibilità degli edifici scolastici.

Il confronto, dunque, si concentra su una questione destinata a ripresentarsi anche nei prossimi anni: come conciliare il calendario scolastico con condizioni climatiche sempre più difficili e con strutture che, in molte realtà, non dispongono ancora di sistemi adeguati per affrontare le temperature estreme.