METEO
Sicilia ancora nella morsa del caldo record: quali città saranno più colpite nei prossimi giorni
Palermo è la città con il quadro più pesante nell’immediato, ma i picchi massimi possono spostarsi verso l’entroterra: ecco come cambia il rischio tra litorali, province interne e grandi centri urbani.
Dopo le giornate infernali dello scorso weekend che a Catania si sono trascinate fino a oggi, ora la città etnea passa il bollino rosso a Palermo, mentre l’entroterra si prepara ai picchi più duri delle ore centrali: la nuova fiammata di caldo che apre settembre in Sicilia non colpirà tutti allo stesso modo, e i bollettini ufficiali mostrano una mappa molto più frastagliata di quanto sembri.
Settembre in Sicilia riparte sotto un campo di alta pressione che mantiene il tempo stabile e soleggiato. Ma il dato davvero utile, più ancora del numero secco sul termometro, è la geografia del caldo: nei prossimi giorni non tutte le aree dell’Isola soffriranno allo stesso modo. Le differenze tra grandi città, coste e aree interne stanno già emergendo nei bollettini ufficiali, e raccontano una Sicilia divisa tra capoluoghi con forte stress termico percepito e zone interne dove i valori massimi possono risultare ancora più aggressivi nelle ore centrali.
Palermo è il capoluogo più esposto nell’immediato
Il quadro più netto riguarda Palermo. Per mercoledì 2 settembre 2026 il bollettino regionale segnala per il capoluogo un livello 2, colore arancione, per il rischio legato alle ondate di calore, con temperatura massima percepita di 39 gradi. Non è un dettaglio secondario: il livello 2, nella classificazione sanitaria, indica condizioni meteorologiche che possono avere effetti negativi sulla salute, soprattutto per anziani, fragili, malati cronici, bambini piccoli e persone esposte a lungo all’aperto.
C’è di più. Nello stesso avviso regionale, costruito sulla base dei bollettini del Ministero della Salute, Palermo risulta già proiettata verso un ulteriore peggioramento il giorno successivo: per giovedì 3 settembre la città passa infatti a livello 3, il gradino che corrisponde a una vera e propria ondata di calore con rischio per la salute più esteso e persistente. È il segnale più chiaro che, almeno nella fase iniziale di questa nuova impennata, il baricentro del disagio termico urbano in Sicilia si sta spostando soprattutto sul capoluogo occidentale.
Catania e Messina, caldo forte ma allerta più bassa
Se Palermo è la città siciliana che nei prossimi giorni appare più sotto pressione dal punto di vista sanitario, Catania e Messina mostrano un profilo diverso. Nel bollettino valido per il 2 settembre, Catania è indicata con 38 gradi percepiti e livello 1, mentre Messina si ferma a 37 gradi percepiti, anche qui con livello 1. Significa che il caldo sarà comunque marcato, ma non ancora classificato come rischio sanitario paragonabile a quello previsto per Palermo nelle stesse ore.
La differenza è importante perché evita un errore frequente: leggere la Sicilia come un blocco uniforme. Non lo è. I tre centri urbani siciliani monitorati dal sistema nazionale per le ondate di calore - Palermo, Catania e Messina - stanno entrando nello stesso scenario meteorologico, ma con intensità diverse. È la conferma che l’effetto del caldo dipende non solo dalla massa d’aria e dalle temperature massime, ma anche da fattori urbani locali, ventilazione, persistenza notturna del calore e caratteristiche del tessuto costruito.
Aree interne: meno umidità, ma massime più dure nelle ore centrali
Se le città costiere pagano di più il caldo trattenuto dal costruito e il disagio prolungato, le aree interne della Sicilia restano le candidate più credibili ai picchi termici assoluti nei prossimi giorni. Le previsioni diffuse dall’Aeronautica Militare per la settimana 31 agosto - 6 settembre 2026 indicano infatti temperature generalmente più elevate della media, con un’enfasi particolare sulle aree interne e appenniniche del Centro-Sud.
È una distinzione che aiuta a capire quali territori saranno “più colpiti” a seconda del parametro osservato. Se si guarda al rischio sanitario urbano immediato, la risposta oggi è soprattutto Palermo. Se invece si guarda alla probabilità di massime molto elevate nelle ore centrali, allora l’attenzione va spostata anche verso l’entroterra, dalle conche interne alle aree collinari e pianeggianti meno mitigate dal mare. Nel bollettino regionale per il 2 settembre, la Protezione civile parla in modo esplicito di valori massimi elevati o localmente molto elevati, un’indicazione coerente con la tenuta dell’anticiclone nordafricano sulla regione.
Non a caso proprio le aree interne sono quelle che, in presenza di alta pressione stabile e cielo sereno, tendono a scaldarsi più rapidamente nelle ore pomeridiane. Le coste possono beneficiare a tratti di brezze e di una maggiore mitigazione marina; l’interno, invece, soprattutto quando il vento resta debole, assorbe e concentra più facilmente il calore nelle ore di massimo irraggiamento. È qui che il caldo può diventare più secco e fisicamente pesante per chi lavora all’aperto, si sposta nelle fasce centrali del giorno o vive in aree scarsamente ombreggiate.
Le coste non sono tutte uguali
Dire “lungo la costa farà meno caldo” sarebbe una semplificazione sbagliata. Le coste siciliane nei prossimi giorni avranno condizioni molto diverse tra loro. In alcuni tratti il mare può attenuare i picchi massimi, ma nei grandi centri sul litorale questo non basta a cancellare il disagio. Palermo è il caso più evidente: città costiera, eppure capace di esprimere nel bollettino sanitario regionale il livello di rischio più alto tra quelle monitorate sull’Isola.
Su altri settori costieri il problema può presentarsi in modo meno spettacolare ma comunque insidioso: valori leggermente inferiori sul termometro, notti poco ventilate, umidità più avvertibile, case che si raffreddano lentamente. È il tipo di caldo che spesso pesa di più sulla continuità del riposo e sull’accumulo di stanchezza, soprattutto per anziani e persone con patologie croniche. Per questo i bollettini ministeriali sono costruiti città per città e non per macroarea indistinta.
Il nodo incendi: entroterra orientale e centrale più sotto pressione
Alla mappa del caldo si affianca quella del rischio incendi, che per la Sicilia resta un elemento decisivo. Nell’avviso regionale valido per domani 2 settembre, è dichiarato in tutta l’Isola almeno il livello di preallerta, ma in diverse province il quadro peggiora fino al livello di attenzione con pericolosità alta. È il caso di Messina, Caltanissetta, Catania ed Enna, mentre Agrigento, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani risultano in preallerta con pericolosità media.
Questo passaggio aggiunge un tassello importante all’analisi territoriale. Le zone che soffrono di più non coincidono sempre con quelle che mostrano il livello sanitario più alto per le ondate di calore. Palermo, per esempio, è il centro urbano con l’allerta più significativa per il caldo percepito, ma non è tra le province con pericolosità incendi alta nel bollettino del 2 settembre. Al contrario, province interne o orientali come Enna e Caltanissetta, pur non rientrando nel sistema dei tre bollini urbani siciliani del Ministero, risultano più delicate sul fronte della combustibilità del territorio.

