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Agenti aggrediti, telecamere distrutte: nuova notte di tensione in carcere
Detenuti dell’alta sicurezza avrebbero raggiunto la zona della ricezione e sottratto le chiavi agli agenti. La protesta si sarebbe poi allargata agli altri reparti. Intervenute le forze dell’ordine
A una settimana dai gravi disordini che avevano portato undici agenti della Polizia penitenziaria in ospedale, torna alta la tensione nel carcere di Cavadonna, a Siracusa. Una nuova protesta è esplosa nel Blocco 25, sezione di Alta sicurezza, e secondo quanto riferito dall’Osapp avrebbe coinvolto anche altri reparti dell’istituto.
La ricostruzione fornita dal sindacato parla di una protesta particolarmente violenta. I detenuti del Blocco 25 avrebbero raggiunto il reparto accettazione, riuscendo a sottrarre le chiavi agli agenti. Durante i momenti di maggiore tensione, un poliziotto penitenziario sarebbe stato colpito con pugni al volto, mentre una collega sarebbe stata investita da un cancello di sbarramento spinto contro di lei mentre tentava di chiuderlo. Le telecamere di videosorveglianza sarebbero state inoltre divelte e danneggiate.
La situazione, sempre secondo l’Osapp, non sarebbe completamente rientrata. Una parte dei detenuti sarebbe tornata nella propria sezione, ma avrebbe rifiutato di rientrare nelle celle, mantenendo di fatto l’occupazione dell’area. La protesta si sarebbe poi allargata anche ai detenuti comuni, che avrebbero manifestato rumorosamente colpendo le gavette contro le inferriate.
«La situazione è molto grave», ha riferito Aldo Di Giacomo, vice segretario generale del sindacato di Polizia penitenziaria, spiegando che nell’istituto sarebbero arrivati rinforzi da altri penitenziari. Secondo il sindacalista, la protesta avrebbe coinvolto almeno due blocchi, entrambi destinati a detenuti di Alta sicurezza. Due agenti sarebbero stati accompagnati in ospedale.
All’esterno del carcere sono state segnalate presenze di Polizia e Carabinieri, mentre all’interno è intervenuto il Gruppo di intervento operativo della Polizia penitenziaria. La situazione resta quindi sotto stretta osservazione, dopo una giornata già segnata dalla mobilitazione degli agenti davanti all’istituto.
Proprio questa mattina, infatti, un sit-in promosso dal Con.Si.Pe. aveva portato davanti ai cancelli di Cavadonna rappresentanti della Polizia penitenziaria provenienti anche da altri istituti siciliani. La protesta era stata organizzata dopo i disordini dei giorni scorsi e le aggressioni denunciate dai sindacati.
Ancora da chiarire le ragioni precise della nuova protesta. Secondo i sindacati, all’origine della mobilitazione potrebbe esserci il divieto di inserire prodotti deperibili nei pacchi consegnati dai familiari ai detenuti. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione sindacale che dovrà essere verificata.
La nuova rivolta arriva in un istituto già alle prese con problemi di sovraffollamento e carenza di personale. In occasione di una visita effettuata a luglio, il Garante dei diritti delle persone private della libertà aveva riferito della presenza di 724 detenuti, segnalando anche difficili condizioni di vivibilità legate alle alte temperature.
Il nuovo episodio riporta dunque Cavadonna al centro dell’attenzione, a pochi giorni dai precedenti disordini. Il 27 agosto alcuni detenuti erano saliti sui tetti della struttura e, secondo quanto riferito dall’Ansa, avevano lanciato pietre e sbarre di ferro contro gli agenti; alcuni poliziotti erano stati costretti a lanciarsi dal tetto per sottrarsi ai lanci.
Ora la priorità è riportare completamente la situazione alla normalità e ricostruire con precisione quanto accaduto, verificando responsabilità, dinamica degli episodi e condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto.