Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
3 settembre 2026 - Aggiornato alle 07:00
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Ieri sera

Un rogo alla zona industriale, brucia un altro impianto di rifiuti. C'è una regia?

Teatro delle fiamme un capannone di una ditta ubicata vicino Leroy Merlin. Intanto i sindacati, dopo l'incendio alla Sogeri dei giorni scorsi, chiedono verità sulla salubrità dell'aria e le misure di sicurezza adottate

02 Settembre 2026, 08:35

11:17

Un rogo alla zona industriale, brucia un altro impianto di rifiuti. C'è una regia?

Un altro rogo alla zona industriale. E anche stavolta, come la scorsa settimana, è un impianto di rifiuti a bruciare. Ieri sera, intorno alle dieci, i vigili del fuoco sul posto sono intervenuti per arginare un incendio all'interno di un capannone della ditta Ecotek, che si occupa (appunto) dello smaltimento dei rifiuti, nei pressi del punto vendita Leroy Merlin alla Zona Industriale di Catania. Secondo quanto riferito dalla sala operativa del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco del capoluogo etneo, l'allarme ieri è scattato in serata e sul posto hanno operato i pompieri con cinque squadre e cinque mezzi del Comando Provinciale più altri tre mezzi di rinforzo da fuori provincia.

I sindacati, intanto, dopo l'incendio alla Sogeri dei giorni scorsi insistono per avere risposte sulla qualità dell'aria. Ma pure sulle misure di sicurezza «Un incendio dopo l’altro, in pochi giorni, non può essere considerato una semplice successione di episodi isolati. Quando un rogo coinvolge un’azienda, mette in pericolo i lavoratori, paralizza le attività vicine, blocca la viabilità e sprigiona nell’aria nubi nere che interessano anche la popolazione. Siamo davanti a un problema che riguarda l’intero territorio». Lo afferma Giovanni Musumeci, segretario provinciale dell’UGL Catania, commentando la sequenza di incendi che ha interessato diverse realtà produttive del Catanese.


Prima il rogo alla Sogeri, azienda del settore della plastica nella zona industriale di Catania, poi alla Sicil Oil, deposito di oli esausti nella zona di Aci Sant’Antonio, e ieri sera l’incendio alla Ecotek, di nuovo nella zona industriale di Catania. Tre episodi che hanno provocato danni alle strutture, evacuazione dei lavoratori, interruzioni o rallentamenti delle attività nelle aziende vicine e pesanti ripercussioni sulla circolazione stradale.

«Non possiamo ignorare quello che accade fuori dai cancelli delle imprese – aggiunge Musumeci –. Le colonne di fumo nero sprigionate dagli incendi sono state imponenti e hanno interessato aree abitate e produttive. La qualità dell’aria e la tutela della salute dei cittadini devono essere una priorità, così come la necessità di garantire rapidamente informazioni chiare alla popolazione quando si verificano situazioni di questo tipo. Le cause dei singoli incendi dovranno naturalmente essere accertate dagli organi competenti – prosegue il segretario UGL – ma proprio la loro ravvicinata successione impone una riflessione sulla prevenzione. Servono controlli, manutenzioni, sistemi antincendio adeguati e piani di emergenza realmente efficaci e conosciuti dai lavoratori. La sicurezza non può essere affrontata soltanto quando le fiamme sono già divampate».

Due impianti di rifiuti in fiamme in poche ore però solleva inquietanti interrogativi. E se dietro ci fosse una regia unica? Ma queste risposte arriveranno dalle relazioni e indagini degli esperti dei vigili del fuoco.