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Caso Ranucci

La difesa di Lavitola: “Questione da riproporre al Riesame, poi ricorso in Cassazione”

L’avvocato Sergio Cola contesta i tempi di fissazione dell’udienza e sostiene che l’ex editore potrebbe essere scarcerato. Il 7 settembre sono attese dichiarazioni spontanee e una memoria difensiva

02 Settembre 2026, 12:32

12:40

La difesa di Lavitola: “Questione da riproporre al Riesame, poi ricorso in Cassazione”

La difesa di Valter Lavitola intende riproporre davanti al Tribunale del Riesame la questione relativa ai tempi di fissazione dell’udienza e, in caso di rigetto, valutare il ricorso in Cassazione.

Lavitola si trova in carcere nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci. A confermare la strategia difensiva è stato l’avvocato Sergio Cola, secondo il quale sarebbero trascorsi più di quindici giorni dalla presentazione della richiesta di Riesame.

«I tempi di fissazione del Riesame hanno superato i quindici giorni dalla nostra richiesta. Tecnicamente, per questo motivo, Lavitola andrebbe scarcerato», ha dichiarato il legale.

La questione dei termini

La difesa sostiene che il superamento del termine previsto possa avere conseguenze sulla misura cautelare applicata all’ex editore. La richiesta di scarcerazione presentata in precedenza era già stata respinta, ma l’avvocato Cola annuncia l’intenzione di riproporre la questione nel corso della prossima udienza.

«Riproporremo la questione all’udienza del Riesame e in caso di rigetto faremo ricorso in Cassazione», ha aggiunto il legale.

La decisione spetterà dunque al Tribunale del Riesame, chiamato a valutare le argomentazioni della difesa e la validità dei presupposti alla base della detenzione cautelare.

Il 7 settembre dichiarazioni spontanee

Un passaggio importante nella vicenda giudiziaria è atteso per il 7 settembre. In quella data Lavitola dovrebbe rilasciare dichiarazioni spontanee davanti ai magistrati e depositare una memoria difensiva.

Si tratterà di un momento rilevante per la linea difensiva dell’ex editore, che potrà fornire la propria versione dei fatti e sottoporre all’attenzione degli inquirenti ulteriori elementi a sostegno della sua posizione.

Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sull’udienza del Riesame e sulla contestazione relativa al rispetto dei termini di fissazione. Qualora il tribunale dovesse confermare il rigetto della richiesta, la difesa ha già annunciato l’intenzione di rivolgersi alla Corte di Cassazione.