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San Cataldo

Un bene confiscato diventa micro canile e oasi felina

Contrada Giganna ospita strutture per cura, recupero e reinserimento dei gatti e per accelerare le adozioni canine.

02 Settembre 2026, 13:00

13:10

Un bene confiscato diventa micro canile e oasi felina

Un bene confiscato alla mafia che torna a vivere per la comunità e diventa luogo di accoglienza, cura e adozione per gli animali in difficoltà. È questa la doppia valenza del progetto realizzato dal Comune di San Cataldo in contrada Giganna, dove nasceranno il micro canile comunale e l'oasi felina, struttura destinata ad affrontare in maniera nuova il problema del randagismo e, nello stesso tempo, a trasformare un patrimonio sottratto alla criminalità organizzata in un presidio al servizio della città.

L'inaugurazione è prevista venerdì 18 settembre, alla presenza di autorità civili e militari, studenti, associazioni animaliste, organizzazioni di volontariato impegnate nella protezione degli animali e cittadini. Il micro canile potrà ospitare fino a un massimo di 20 cani contemporaneamente, con particolare attenzione ai cuccioli.

L'obiettivo è quello di evitare, quando possibile, il passaggio attraverso le strutture convenzionate, favorendo invece un percorso più rapido verso l'adozione. Gli animali saranno identificati attraverso il microchip, sottoposti alle necessarie cure, sterilizzati e accuditi in attesa di trovare una famiglia.

Accanto al micro canile troverà spazio l'oasi felina, pensata soprattutto per i gatti feriti o incidentati. Gli animali potranno essere accolti, curati e assistiti durante il periodo necessario alla loro ripresa, per poi essere nuovamente restituiti al territorio quando le condizioni lo consentiranno.

“Il micro canile e l'oasi felina sono un progetto dal grande valore e dalla grande valenza - sottolinea l'assessore Michele Giarratano - perché sorgeranno su un bene confiscato alla mafia e restituito alla comunità. Ma c'è anche un altro aspetto importante: permetteranno a questi cuccioli di non transitare dal canile e di essere adottati immediatamente dopo essere stati microchippati, sterilizzati e accuditi”.

Una scelta che, nelle intenzioni dell'amministrazione comunale sancataldese, ha dunque anche una ricaduta economica significativa.

“Ci sarà inoltre un risparmio per le casse comunali di circa 200 mila euro annui - aggiunge Giarratano - un cane oggi in canile costa 4 euro al giorno: moltiplicato per 365 giorni, fate i conti”. Il progetto punta quindi a mettere insieme tutela degli animali, prevenzione del randagismo, contenimento della spesa pubblica e riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità. Una struttura di dimensioni contenute, ma con l'ambizione di incidere concretamente sulla gestione degli animali abbandonati e sulle politiche di adozione. La sfida, adesso, sarà trasformare la nuova struttura in un punto di riferimento stabile, capace di favorire le adozioni e una gestione più diretta del fenomeno del randagismo. E soprattutto dimostrare, giorno dopo giorno, che un bene confiscato può davvero cambiare pelle: da simbolo della sopraffazione mafiosa a spazio restituito ai cittadini e dedicato alla cura di chi non ha voce.