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L'inchiesta a Palermo

Cuffaro e la sanità: ecco perché il gip ha archiviato "talpe", politici e imprenditori

L’inchiesta era stata stralciata dal filone principale dopo gli interrogatori preventivi. L’ex governatore siciliano ha patteggiato

04 Settembre 2026, 00:05

«Le argomentazioni con le quali il pm chiede l’archiviazione sono pienamente condivisibili». Cinque paginette “vergano” il “the end” di un filone investigativo che aveva coinvolto, l’anno scorso, Totò Cuffaro, politici e altri colletti bianchi. Il gip di Palermo Stefania Brambille ha disposto l’archiviazione per il capitolo dell’inchiesta rimasto aperto dopo gli interrogatori preventivi. L’altra parte, invece, ha portato a un processo, ancora pendente per diversi imputati. L’ex presidente della Regione Cuffaro ha, invece, patteggiato una condanna a tre anni per corruzione e traffico influenze che sta “scontando” ai servizi sociali.

Ma torniamo alla decisione del gip, che è stata rivelata ieri da LiveSicilia. Archiviata la contestazione più grave: quella dell’associazione a delinquere (che coinvolgeva, fra gli altri, il deputato regionale Carmelo Pace). La procura, che si è vista rigettare l’appello dal Riesame, non ha avuto margini di scelta. Per l’ormai ex leader della Nuova Dc - difeso dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano - è arrivata l’archiviazione anche per la turbata libertà dello svolgimento di un concorso a Villa Sofia. Archiviato per quest’accusa anche l’ex deputato Carmelo Pullara, difeso dall’avvocato Giuseppe Di Peri.

Uno degli episodi più articolati è quello della gara per l’ausiliariato a Siracusa. Archiviata la posizione di Saverio Romano, difeso dall’avvocato Raffaele Bonsignore. Che però non esce definitivamente fuori dal procedimento: resta in essere la contestazione per traffico di influenze. Ma per poter procedere nei confronti del deputato nazionale la procura dovrebbe chiedere l’autorizzazione al Parlamento.

Le altre archiviazioni riguardano politici, imprenditori e dirigenti regionali: Giuseppe Capizzi, Salvatore Cocina, Mauro Marchese, Alessandro Caltagirone, Roberto Colletti, Antonio Iacono, Giovanni Giuseppe Tomasino, Carmelo Pace, Alessandro Vetro, Vito Raso, Antonio Abbonato, Ferdinando Aiello, Marco Dammone, Stefano Palminteri, Filippo Paradiso, Sergio Mazzola, Maria Letizia Di Liberti, Carmelo Pullara, Maurizio Micci, Giuseppe Mortillaro, Selenia Malfitano.

Si è sgonfiata anche l’ipotesi di rivelazione del segreto d’ufficio in cui era finita Di Liberti, la dirigente generale del Dipartimento della famiglia e delle politiche sociali della Regione. Archiviazione anche per il tenente colonnello dei carabinieri Palminteri (definito la talpa) e l'ex poliziotto Paradiso. Nella richiesta la procura fa riferimento all’inutilizzabilità delle intercettazioni. Ma l’avvocato Carmelo Peluso, che ha difeso Palminteri assieme a Michele De Stefani, tiene a precisare: «La richiesta non ha tenuto conto delle corpose indagini difensive e quindi non è stato preso in considerazione il contraddittorio con difese e indagato che avrebbe dimostrato l’estraneità del nostro assistito anche nell’ipotesi dell’utilizzabilità delle conversazioni».