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Palermo

Il figlio del prefetto Dalla Chiesa: «Mafia solo al Sud? Offesa a papà»

L’anniversario dell'assassinio. Il figlio del generale ucciso 44 anni fa attacca, senza fare nomi, il Csm. E i consiglieri togati replicano

04 Settembre 2026, 00:10

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Il figlio del prefetto Dalla Chiesa: «Mafia solo al Sud? Offesa a papà»

Aveva anticipato la presenza della mafia imprenditoriale a Catania, chiarendo che Cosa Nostra non faceva affari sporchi solo a Palermo. E inoltre aveva documentato l’inquinamento mafioso anche fuori dai confini siciliani, lì dove i soldi scorrevano a fiumi. Nelle capitali finanziarie e imprenditoriali. Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, nominato prefetto di Palermo proprio per dare uno schiaffo alla mafia, è stato assassinato 44 anni fa assieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. Era la sera del 3 settembre 1982 in via Isidoro Carini.

Nel giorno dell’anniversario dell’omicidio, Nando Dalla Chiesa - uno dei figli del generale - attacca duramente alcune scelte fatte dal Csm lo scorso giugno, in cui è stata deliberata una sorta di mappa delle procure ad alta densità mafiosa. E sono solo procure da Roma al Sud. Dalla Chiesa junior - durante il processo Hydra sul consorzio delle mafie in Lombardia - non pronuncia nomi, ma muove precise accuse: «Che il vicepresidente del Csm dica che la mafia c'è soltanto da Roma in giù mi offende, offende la memoria di mio padre». Il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che 25 giorni prima di essere ucciso rilasciò un’intervista a Giorgio Bocca sulla presenza della mafia al Nord. Aveva parlato di rete di controllo del potere che procurava le vie del riciclaggio. «Non aveva delle “visioni” e ora viene smentito. Stiamo giocando?» Nando Dalla Chiesa ha sottolineato che il padre «era arrivato a Palermo dopo aver lavorato a Milano, quindi con un’esperienza fresca del Nord e sono sicuro che quello che ha detto aveva un valore esplicito».

Il Csm però replica. «La delibera dell’11 giugno non afferma, né potrebbe affermare, che la mafia non esista nel Nord Italia. Decenni di indagini e sentenze dimostrano il contrario», precisano i consiglieri togati. «Il Csm non ha tracciato una mappa delle mafie in Italia, ma ha individuato, sulla base di indicatori istituzionali omogenei, gli uffici nei quali quello specifico criterio professionale deve assumere un valore selettivo particolare». Parole che però non hanno attenuato le polemiche.

Sul fronte istituzionale sono arrivate le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha voluto ricordare la figura del Prefetto. «Il prezioso lascito di Dalla Chiesa è l’esempio di tante donne e uomini delle istituzioni che non hanno ceduto a sopraffazioni, complicità, connivenze con gli interessi criminali, affermano i valori costituzionali di libertà e democrazia».

«A distanza di 44 anni, il suo esempio continua a parlarci con una forza straordinaria. Coraggio, senso del dovere, amore per l’Italia: valori che Dalla Chiesa ha incarnato senza mai arretrare, anche quando sapeva di essere nel mirino», ha scritto sui social, invece, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

La. Dis.