amministrazione
Dal tram alla transizione ecologica: Pon Metro, dopo i tagli ai fondi tutti i progetti in bilico
A rischio gli interventi in sedici Comuni del Palermitano
Di sicuro, a rievocare il dettagliato sfogo del sindaco Roberto Lagalla alla vigilia di ferragosto, ci sarebbero tre degli asset portanti del tormentato Pon Metro: Foce dell’Oreto, approdo storico di Vergine Maria, Villa Turrisi. Poi, il bilico. Con due addii già certissimi: la rigenerazione della piazza di Tommaso Natale e aree limitrofe, «funzionale alla promozione turistica di Sferracavallo», e della fetta di 17 interventi in provincia per quasi 12 milioni di euro. Il Comune, sotto le vesti del salvataggio per il rotto della cuffia tramite rimodulazione del quadro economico, del Gum (Green Urban Mobility) da 4,7 milioni di euro, rende noti i progetti tagliati dal programma nazionale. E quelli da salvare: «Li copriremo tutti», dicono a Palazzo delle Aquile in queste ore. Tramite riprotezione, mentre la pubblicazione della relativa delibera Cipess è ancora attesa. Il resto delle opere annullate, almeno ufficialmente, è ancora un’incognita. Certamente, si è definitivamente arenata la maxi riqualificazione a Tommaso Natale e i 12 milioni scarsi per 17 progetti nei comuni della Città metropolitana, che già avevano fatto sentire la propria voce grossa. Per i tre grossi interventi nel mirino dei tagli - asetticamente, midterm review - per 30 milioni di euro da parte del governo nazionale, soluzioni diverse: la rigenerazione sulla foce dell’Oreto - il sindaco ha dato parola - ricadrà sul nuovo Piano nazionale per le opere urbane; Villa Turrisi e Vergine Maria restano nel Pon.
Il carteggio, senza il parziale sollievo dell’impegno pronunciato da Lagalla, è da brividi: via tutta l’Agenda digitale, per 7.207.300 euro e compreso il Gum (oltre ai progetti Smart Environments e Smart Parks) che però, con la dotazione rimodulata, può salvarsi. Alla voce Transizione ecologica, la riqualificazione degli impianti di pubblica illuminazione e l’efficientamento tramite relamping del Polo tecnico; sulla Mobilità sostenibile, saluti all’acquisto di due vetture tram su quattro, mentre la dotazione rivista di 55.736.615,71 euro «rende necessario il ridimensionamento per l’Accoglienza residenziale per i minori e azioni di supporto alle famiglie, in seguito a provvedimenti dell’Autorità giudiziaria, con la previsione di una quota di 2.688.039,97 euro a carico del bilancio comunale o di altri fondi extra-comunali per la continuità del servizio». Sullo stesso capitolo, addio dal Pon Metro Plus per le «operazioni in flessibilità e la Cabina di regia istituzionale e sportelli “One stop shop” per l’inclusione sociale».
Ed eccoci alla madre di tutte le polemiche, i pezzi di Rigenerazione urbana già usciti dal Pnrr per confluire nel Pon Metro. Mentre Villa Turrisi e Vergine Maria venivano tenute fuori dalla falce, era stato esplicitamente tagliato dal nuovo plafond di oltre 48 milioni di euro il “Contratto di Fiume e di Costa Oreto”. Quanto alla piazza di Tommaso Natale e ai progetti nei comuni, si legge: «Oltre alla quota già assegnata di 15 milioni non sarà possibile finanziare circa 17 ulteriori interventi, per una dotazione in flessibilità pari a 11.364.912,88 euro». Sul punto, le rassicurazioni dell’amministrazione: «Con i Comuni (sedici, ndr) sono in corso le interlocuzioni necessarie per coprire i progetti con fondi della Città metropolitana». E le osservazioni del consigliere comunale e metropolitano dei 5 stelle Antonino Randazzo: «L’unica possibilità è mandarli a valere sull’avanzo di gestione, in un ente che ha però altre funzioni istituzionali - strade, scuole, e poi cultura e promozione - vedremo se potrà essere fatto, una tantum, senza pregiudicare gli scopi primari».