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6 settembre 2026 - Aggiornato alle 06:53
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Catania

La Scogliera d'Armisi ora ha anche il "bollino": svelata la targa del «luogo d'identità e della memoria»

Il riconoscimento è stato assegnato dall'assessorato regionale ai Beni culturali e certifica l’unicum della morfologia di questa scogliera dal punto di vista paesaggistico, ambientale, marino e sociale

06 Settembre 2026, 06:53

07:00

«Presidente, non firmi il decreto sul porto». L'appello da Catania a Mattarella

Un rendering della nuova area prevista dal piano regolatore del porto

Si sono dati appuntamento vicino alla Fontana di Proserpina per partecipare alla cerimonia dello svelamento della targa che dichiara la Scogliera d’Armisi “Luogo dell’identità e della memoria di Catania”. La motivazione riconosce e sottolinea l’unicum della morfologia di questa scogliera dal punto di vista paesaggistico, ambientale, marino e sociale, essendo stata riconosciuta la continuità di una comunità balneare che da oltre un secolo, cioè dai tempi della Belle Époque, ne frequenta il lido, il primo di Catania. Un riconoscimento - questo voluto dall’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana - che è motivo d’orgoglio per gli appassionati, per gli oltre 5.000 firmatari della petizione a difesa della scogliera e del lido dell’Armisi e per gli oltre 1.500 votanti a sostegno della candidatura di questo posto tra i luoghi del cuore del Fai (Fondo ambiente italiano).

In tanti, su invito del “Comitato per la difesa e la salvaguardia della Scogliera d’Armisi”, si sono riuniti per festeggiare questo momento, per fare il punto della situazione sotto il profilo legale e urbanistico e per annunciare le tante iniziative su cui il gruppo lavorerà nel corso del nuovo anno, a partire dalla realizzazione di un nuovo e più corposo documentario. Come ha spiegato il presidente, il professore Attilio Scuderi, il decreto, pubblicato in Gazzetta ufficiale il 31 agosto e in vigore dal 15 settembre, con cui il Presidente della Repubblica riperimetra l’area del porto includendo anche la Scogliera d’Armisi era atteso, «un atto importante e dovuto di cui stiamo valutando gli elementi di legittimità nell’ambito di altre iniziative giudiziarie che abbiamo messo in campo».

E questo significa che il Comitato valuta la possibilità di impugnare questo decreto che, comunque, «conferma quello che abbiamo sempre sostenuto, e cioè che la pianificazione fatta dall’Autorità portuale è avvenuta senza un documento fondamentale, quello della perimetrazione. Il piano regolatore del porto è stato annullato con delibera del Tar per difetto di potere di legittimità. Ora l’iter deve ripartire dall’inizio con una nuova programmazione che tenga conto delle richieste di verifica dei vari enti, a partire dal ministero dell’Ambiente e dalla sovrintendenza».

Wwf e “Osservatorio per le politiche urbane e territoriali” hanno presentato una diffida sulla questione della nuova progettazione del porto sostenendo che, ove si volesse ripartire, bisogna farlo dall’inizio, riavviando le procedure da zero. Inoltre va tenuto conto dell’atto di indirizzo, proposto dal gruppo Mpa-Grande Catania e votato dal Consiglio comunale, con il quale si impegnano il sindaco e la giunta comunale a redigere un Piano della costa della città di Catania quale strumento strategico integrato con il Piano urbanistico generale, con il Piano di utilizzo del demanio marittimo, con il Piano regolatore portuale, con gli strumenti regionali di pianificazione paesaggistica e ambientale, con i piani di adattamento ai cambiamenti climatici e di protezione civile, e con le strategie della blue economy, cioè con i progetti di riqualificazione, valorizzazione e fruizione del mare.

«C’è una contraddizione tra la politica fin qui portata avanti dall’amministrazione e questo atto di indirizzo del Consiglio comunale. Ci aspettiamo decisioni coerenti e che il Consiglio ritorni a discutere del piano regolatore del porto».