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Le aziende del Comune

Biglietti più cari e riorganizzazione: a Palermo arriva il nuovo piano industriale dell'Amat

In via Roccazzo varato anche il bilancio: utile di 7 milioni. Censure per la Reset in perdita

06 Settembre 2026, 15:18

15:21

Biglietti più cari e riorganizzazione: arriva il nuovo piano industriale dell'Amat

Ora è nero su bianco: aumenterà il prezzo del biglietto degli autobus. Obiettivo mancato finora, ma che oggi trova analitica esposizione nel nuovo piano industriale di Amat. Una voce critica in meno, nella dura documentazione del Comune sulle criticità aziendali. Il controllo economico finanziario sulle Partecipate non risparmia neppure Reset, alle prese con una perdita che sfiora gli 800mila euro.

Intanto, tornando ad Amat, il nuovo piano per il triennio 2026-2028 finalmente è stato approvato dal cda. Varato pure il bilancio, con un utile di poco superiore ai 7 milioni di euro - l’ultimo obbligato della “legislatura” Mistretta - e abbozza il budget, altro punto di censura significativo.

Nelle scorse ore la capogruppo 5 stelle Concetta Amella aveva sottolineato «le situazioni particolarmente preoccupanti di Amat e Reset, mentre grida vendetta l’ennesima proroga sul contratto di servizio Amat al 31 dicembre 2026, quando si sarebbe dovuto provvedere entro marzo 2024». Il riferimento non è soltanto alle perdite registrate da Amat nella seconda relazione trimestrale, quei 138mila euro dei quali La Sicilia ha dato notizia settimane fa. Non solo Amat: «Reset - aggiunge la consigliera - nonostante gli aiuti ricevuti chiude il 2025 con una perdita di quasi 800.000 euro».

Il dirigente Maurizio Pedicone ha rimproverato ad Amat varie mancanze, a partire da «carenza strutturale di personale e blocco del turnover: il mancato raggiungimento dei chilometri di percorrenza concordati è causato, come ribadisce la società, dalla mancanza di turnover per i conducenti di linea. Con il ricorso al lavoro interinale limitato a sole 35 unità». Tutto ciò, mentre il concorso per autisti che, ancora sotto la lente della Procura per presunte irregolarità, è stato “riacceso” con riserva e si concluderà presumibilmente il prossimo gennaio. Ancora, «la società non ha provveduto a trasmettere l’elenco delle partite creditorie e debitorie al 30 giugno 2026», senza le quali, come è noto, il contratto di servizio è rimasto impantanato nell’ennesima proroga. Problemi anche sul valore della produzione, al 30 giugno pari a 23.373.029 euro, con uno scostamento di 2.723.571 euro. Qui, come scritto nella relazione dal presidente Giuseppe Mistretta, pesa pure il mancato aumento del costo del biglietto, che la società avrebbe voluto già varare. Per quanto riguarda il budget, l’azienda assicura che «ci siamo» e giovedì i numeri già elaborati «saranno trasfusi in un un documento ufficiale». Intanto, il bilancio, che si accompagna alla relazione di fine mandato di Mistretta, segna un risultato netto di esercizio di 7.244.255 euro, per un valore della produzione stimato poco sotto i 100 milioni di euro.

Quanto al piano industriale, innanzitutto la struttura organizzativa cambia e non contiene più le divisioni. Per i biglietti, ecco lo scenario immediato, che «introduce il carnet da 10 corse e porta a 2,50 euro il titolo venduto a bordo dai verificatori». Valore, 11,375 milioni netti: biglietto per 90 minuti sempre 1,40 euro, se venduto a bordo 2,50. Il giornaliero costerà 3,50 euro, il carnet per dieci corse 12,50 euro. Abbonamenti: mensile ordinario over 27, 30 euro, annuale ordinario over 27, 280 euro. Il quadro tariffario per il 2028 cambia così: biglietto 1,60 euro, venduto a bordo 3 euro, giornaliero 4,50, carnet 10 corse 14,50 euro. Mensile over 27 a 32 euro, 25 per gli over 65. Annuale ordinario 300 euro ridotti a 200 per gli over 65. I ricavi, dal 2026 al 2028, prevedono un incremento progressivo da circa 9 milioni a oltre 11 fino a superare i 13 milioni di euro.

L’area Partecipate non fa sconti a Reset, intanto, stigmatizzando «la differenza tra valori e costi della produzione che risulta pari a -734.554 euro, con uno scostamento negativo di 858.247 euro rispetto al dato 2025, di 123.693 euro. La perdita d’esercizio di periodo è di 789.990 euro».