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Comune di Palermo

Bagarre per le partecipate, Tamajo rivuole l’Amat: è testa a testa tra i partiti

Partita a scacchi tra Fdi e Forza Italia per i rinnovi dei vertici. Da sciogliere i nodi su Gesap e Amap. Gli azzurri blindano Pandolfo, Todaro verso la conferma in Rap

06 Settembre 2026, 15:20

15:30

Bagarre per le partecipate, Tamajo rivuole l’Amat: è testa a testa tra i partiti

Edy Tamajo è pronto a “riprendersi” Amat, mentre entrano nell’impastatrice tutte le società, fra tattiche e pretese dei partiti di coalizione. Almeno per una delle formazioni che sostengono il sindaco, è in vista quantomeno un “sacrificio” rispetto allo status quo, con Fratelli d’Italia e Forza Italia a fronteggiarsi e il duo Bonanno-Raja confederato con gli azzurri, di rincalzo. La Lega, “perso” il cappello sul presidente di Amg Energia Francesco Scoma, tornato in azzurro, gioca la propria partita dentro i cda. E blinda le strategie alla quali sta lavorando la capogruppo Sabrina Figuccia.

Ma via con Amat: i forti indizi di “reconquista” da parte della corrente di Forza Italia che fa capo all’assessore regionale alle Attività produttive, suffragati dal patto di coalizione, mettono sul foglio almeno tre nomi. Sarà - questa la brezza - un politico “vero” ma con esperienze gestionali nel management pubblico. Insomma, un problema tutto interno a Forza Italia, con il partito “ufficiale” rappresentato dal commissario regionale Nino Minardo non ha ancora dato benedizione ufficiale. L’indiziato numero uno è un nome che viene fatto da quasi una decina d’anni, quando pare scoccare l’ora del cambio al vertice: si tratta di Domenico Macchiarella, coordinatore cittadino, già al vertice di Amg, che, da ultimo, venne dato come pronto a prendere il volante di Amat nell’ottobre scorso. Quasi un refrain. L’interessato smentisce qualsiasi risoluzione. Tamajo avrebbe sondato anche la disponibilità di Giuseppe Di Stefano, professione avvocato, a lungo e a puntate alla guida del gigante regionale Sas. Pista che molti bene informati tendono a considerare minoritaria. In ordine di probabilità, il terzo nome è quello di Rosario Mingoia, attuale componente del cda di Amat e - pare - interessato soltanto a confermare quello che lui considera il buon ricordo del proprio contributo. Mingoia è stato chiamato ad altro incarico, nella Task force per l’Attrazione e la promozione degli investimenti della Regione. Posto in lizza dovuto, bookmaker tiepidi.

La domanda che circola da mesi riguarda il perché Giuseppe Mistretta sia in carica nonostante gli accordi originari di maggioranza. La versione più accreditata lo vuole prima vicino a Tamajo, poi battitore libero aperto ad altre affinità politiche. Sussurrata ma tutta da interpretare quella, recentissima, con Fratelli d’Italia. Le voci mai confermate che lo vorrebbero in cammino verso Carolina Varchi e Brigida Alaimo (ex e attuale vicesindaco, la prima parlamentare nazionale) sono oggi affiancati da segnali di concordia con la squadra dell’assessore regionale dei Trasporti Alessandro Aricò. Dunque, con il coordinatore cittadino e assessore comunale alla Cultura Antonio Rini, che con Mistretta ha recentemente colloquiato in occasione del gazebo informativo mondellano del partito. Comunque sia, a pesare sulle quotazioni di Mistretta sarebbe pure la causa pecuniaria con Gesap - altra partecipata in curriculum - per la restituzione di indennità.

Per le altre partecipate, fiches tenute sul tavolo da tutti, ma pure frizioni. Minardo è deciso a tutelare la posizione di Francesco Scoma al vertice di Amg Energia, un paletto politico nel partito. Dentro Fratelli d’Italia, il terzo punto di riferimento oltre Varchi e Aricò, cioè il capogruppo Giuseppe Milazzo, ha due posizioni forti, dentro Gesap (Totò Burrafato) e Amap (Giovanni Sciortino). Lotta aperta tra l’eurodeputato e quelli che sostengono che debba mollarne una. Probabilmente la questione arriverà sul tavolo del commissario meloniano per la Sicilia, Luca Sbardella. Il quale, se dovesse “perdere” un milazziano, andrebbe dritto su un tentativo di riconferma: Mistretta in Amat.

Tornando a Forza Italia, intatto il sostegno del presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo per Fabrizio Pandolfo alla presidenza Reset, e quello del sindaco Roberto Lagalla per l’ad di Gesap Gianfranco Battisti. Su Rap, la posizione di Todaro, in rapporto talvolta dialettico ma anche di sostanziale collaborazione con il sindaco, è data per salda: Lagalla professa fiducia. Domenico Bonanno e Viviana Raja lavorano per la conferma della vicepresidente Reset Loredana Fierotti, mentre si ragiona su Giovanna Gaballo, alla guida di Sispi e altro nome degli albori della Dc prima della diaspora.