Catania
Microchip asportati dalle CIE per creare identità false: due denunciati per truffa a quindicenni
Nel mirino un circuito nazionale di riutilizzo dei chip per documenti contraffatti. L'intervento della Polizia municipale
Nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto ai reati contro il patrimonio e alle condotte fraudolente, la Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia Municipale di Catania ha deferito alla Procura della Repubblica due uomini per truffa aggravata e falsità materiale commessa da privato in certificazione amministrativa, al termine di un servizio di controllo svolto nel pomeriggio di sabato in via Etnea, nei pressi del Giardino Bellini.
Durante l’intervento, gli operatori hanno notato i due avvicinare due quindicenni, alle quali chiedevano denaro per una presunta raccolta fondi destinata a bambini affetti da gravi patologie.
Gli accertamenti hanno evidenziato l’assenza di qualunque riscontro documentale e di una reale finalità benefica, configurando gli estremi del reato di truffa, aggravato dall’avere approfittato della minore età e della ridotta capacità di difesa delle vittime.
I due risultano inoltre già noti al Comando, essendo stati in passato segnalati e denunciati per episodi analoghi.
Negli uffici della Sezione di P.G., uno dei fermati ha esibito una Carta d’Identità Elettronica che, a un controllo approfondito, è risultata priva del microchip contenente i dati biometrici del titolare; sulla parte anteriore erano visibili tracce di un’asportazione volontaria del dispositivo.
Per tale condotta l’uomo è stato denunciato anche per falsità materiale, poiché la rimozione del microprocessore compromette l’autenticità del documento nelle verifiche elettroniche.
Nella sua disponibilità è stata rinvenuta inoltre una carta di credito intestata a terzi, sulla quale sono in corso accertamenti per chiarirne la provenienza.
Il caso si inserisce in un circuito illecito in crescita su scala nazionale, caratterizzato dalla sottrazione mirata dei microchip dalle CIE per il loro successivo reimpiego su documenti contraffatti.
Questo modus operandi consente di eludere i controlli elettronici, creare identità digitali fittizie, attivare servizi online e aprire fraudolentemente rapporti bancari, alimentando le frodi informatiche e il furto di identità anche nel territorio catanese.