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Via Etnea

Volevano soldi per bimbi malati: ma era una truffa. Due denunciati a Catania

Uno dei furbetti aveva manipolato la propria carta d’identità sottraendo il microchip

06 Settembre 2026, 23:17

23:20

Volevano soldi per bimbi malati: ma era una truffa. Due denunciati a Catania

Non era la prima volta che provavano a spillare soldi ai cittadini con la scusa di raccogliere fondi da destinare per beneficenza. Ma stavolta i “furbetti” della solidarietà avevano puntato su due “prede” minorenni. Fortunatamente alcuni agenti della polizia locale hanno notato i due truffatori avvicinare due ragazze in via Etnea, vicino alla Villa Bellini, e si sono insospettiti. I due poliziotti della municipale hanno deciso di intervenire per fare alcune verifiche. I due agenti hanno scoperto che i due uomini avevano chiesto alle due giovani, appena quindicenni, denaro per un ente che si occupava di curare bambini affetti da gravi patologie. Ma i controlli svolti dalla polizia locale hanno smascherato la tentata truffa. Dagli accertamenti, infatti, è emerso che la richiesta di denaro era priva di qualsiasi riscontro documentale e di una reale finalità benefica. Elementi che oltre a palesare gli estremi per contestare il reato di truffa, hanno portato a imputare ai due personaggi - peraltro già noti ai vigili urbani per essere stati già coinvolti e denunciati in raggiri analoghi - l’aggravante dall’aver approfittato della minore età e della ridotta capacità di difesa delle persone offese. Alla fine gli agenti della sezione di polizia giudiziaria della polizia municipale hanno deferito alla procura i due per i reati di truffa aggravata e falsità materiale commessa da privato in certificazione amministrativa.

Il secondo reato è stato contestato quando si è svolto il rituale controllo dei documenti d’identità. Negli uffici della sezione di polizia giudiziaria, uno dei due uomini ha esibito una carta d’identità elettronica (Cie) che, a un esame approfondito, è risultata priva del microchip contenente i dati biometrici del titolare. I poliziotti della municipale hanno notato che nella parte anteriore della Cie c’erano chiare tracce di un’asportazione volontaria del dispositivo. Una condotta per cui il “truffatore” è stato denunciato anche per falsità materiale, in quanto la privazione del microprocessore compromette l’autenticità del documento nelle verifiche elettroniche. Nella disponibilità dell’uomo è stata inoltre rinvenuta una carta di credito, intestata però a una terza persona, sulla quale gli agenti hanno avviato mirati accertamenti per verificarne il titolare.

Il fenomeno - è evidenziato in una nota inviata dalla polizia locale - si inserisce in un circuito illecito in crescita su scala nazionale, caratterizzato dalla sottrazione chirurgica dei microchip dalle Cie per il loro reinserimento su documenti contraffatti. Questo meccanismo - avvertono i vigili urbani - permette di aggirare i controlli elettronici, creare identità digitali fittizie, attivare servizi online e aprire fraudolentemente rapporti bancari, alimentando le frodi informatiche e il furto di identità digitale anche sul territorio catanese. La polizia municipale, inoltre, consiglia ai cittadini di non versare soldi in beneficenza a chi non dimostra di averne titolo.