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PREVISIONI

Quanto dura ancora il caldo in Sicilia? Ecco la risposta dei modelli e quando è attesa la possibile svolta meteo

L’isola resta sotto l’alta pressione almeno fino a giovedì, ma tra fine settimana e metà settembre compaiono i primi indizi di un cambio più concreto

07 Settembre 2026, 17:48

17:50

Quanto dura ancora il caldo in Sicilia? Ecco la risposta dei modelli e quando è attesa la possibile svolta meteo

Chi è rientrato al lavoro dalle vacanze, chi sta per tornare a scuola per la prima campanella, chi ha deciso di prendere le ferie a settembre. Sono in tanti a chiedersi: ma durerà ancora questo caldo in Sicilia? Proviamo a dare una risposta, visto che al momento le alte temperature sembrano non mollare davvero. Ma a bene vedere ora i modelli ufficiali mostrano una crepa nell’anticiclone. Il punto è capire se basterà per parlare di svolta o solo di una tregua parziale.

In Sicilia il quadro, per ora, resta quello di un’estate che non ha ancora intenzione di uscire di scena. Sull’Isola prevalgono stabilità atmosferica e cieli in gran parte sereni o poco nuvolosi, con i classici addensamenti pomeridiani confinati soprattutto alle aree interne e montuose, in particolare attorno all’Etna. È il segnale più evidente di una fase ancora dominata dall’anticiclone: poca dinamicità, precipitazioni scarse e temperature che, almeno fino a giovedì 10 settembre, non mostrano grandi scossoni con le massime oltre i 30 gradi.

Il punto decisivo, però, è un altro: la svolta non coincide necessariamente con l’arrivo della pioggia. In questa fase, parlare di “cambio di tempo” significa soprattutto capire quando l’alta pressione inizierà davvero a perdere forza e quando il caldo potrà rientrare su valori più vicini alla norma, senza però immaginare un crollo termico improvviso. Le indicazioni ufficiali più aggiornate dicono proprio questo: il cambiamento è possibile, ma sarà graduale e probabilmente più lento in Sicilia rispetto al resto d’Italia.

Perché la Sicilia resta ai margini del peggioramento

Nel bollettino settimanale  per il periodo 7–13 settembre 2026, il meteo dell'Aeronautica Militare spiega che la settimana si apre con una “generale stabilità” destinata a rimanere sulle estreme regioni meridionali per tutta la sua durata, mentre il resto del Paese sarà progressivamente interessato da una debole saccatura atlantica in discesa dal Nord verso il Centro-Sud. Nello stesso bollettino si precisa anche che su Isole maggiori e Calabria i regimi pluviometrici resteranno sotto la media del periodo e che le temperature continueranno a mantenersi nettamente al di sopra della media. È un passaggio importante, perché chiarisce un punto spesso frainteso: la perturbazione che prova a entrare nel Mediterraneo, almeno in questa prima fase, non ha la forza per smontare rapidamente il campo anticiclonico sull’isola.

In altre parole, la Sicilia resta ancora protetta dal bordo meridionale dell’alta pressione. Per questo il tempo si mantiene in prevalenza soleggiato quasi ovunque, mentre gli unici segnali di movimento atmosferico restano confinati ai rilievi: nubi diurne nelle zone interne, qualche sviluppo più marcato nelle aree montuose e una ventilazione che può aumentare a tratti, ma senza trasformare davvero il quadro generale.

I primi segnali di indebolimento

Il primo segnale concreto di indebolimento dell’anticiclone non è, al momento, una fase di maltempo organizzato sulla Sicilia, bensì il fatto che la struttura di alta pressione comincia a mostrarsi meno compatta sul Mediterraneo centrale. Sempre secondo Meteo Aeronautica, nella settimana successiva, cioè quella compresa tra 14 e 20 settembre 2026, la saccatura sul Centro Europa “dovrebbe approfondirsi fino al Mediterraneo centrale”, con effetti più evidenti su arco alpino, Nord-Est, versante adriatico e Meridione. In quel contesto, le temperature sono viste in lieve attenuazione, pur restando sopra media, mentre i regimi precipitativi potrebbero tornare in linea con il periodo, con accumuli superiori alla norma sul restante Sud e persino a sud della Sicilia.

È qui che si colloca la risposta più credibile alla domanda sulla svolta: non prima del prossimo fine settimana si possono intravedere segnali più apprezzabili, ma la fase potenzialmente più favorevole a un cambio più esteso sembra collocarsi soprattutto a metà della prossima settimana meteorologica, quindi nella seconda metà di settembre, e non nei prossimi due o tre giorni.

Che cosa aspettarsi tra venerdì e domenica

Se si guarda al breve termine, la sensazione di caldo resta destinata a farsi sentire ancora. I bollettini ufficiali nazionali della Protezione Civile non segnalano, per l’avvio della settimana, fenomeni precipitativi significativi sulla Sicilia e continuano a evidenziare temperature massime elevate nelle zone interne del Centro-Sud e del Meridione. Anche questo è un indizio: prima che arrivi una vera discontinuità, l’isola dovrà attraversare ancora alcuni giorni di tempo stabile e termometri sopra la media.

Il possibile cambio tra venerdì 11 e domenica 13 settembre va quindi letto come una fase di parziale alleggerimento, non come una rottura. Tradotto: meno eccessi termici, un po’ più di nuvolosità in alcuni settori, forse qualche disturbo più probabile sulle aree interne o sui versanti esposti, ma con differenze sensibili da zona a zona. Le coste ioniche e il Catanese, spesso più lente a liberarsi del caldo quando l’alta pressione si ritira solo parzialmente, potrebbero avvertire la variazione in ritardo rispetto ad altri settori dell’isola. Palermo e il comparto tirrenico, se raggiunti da correnti un po’ più umide o occidentali, potrebbero invece percepire prima un ridimensionamento delle massime.

La vera domanda non è se pioverà, ma quanto caleranno le temperature

Per i prossimi giorni il nodo centrale resta proprio questo. Dopo settimane in cui il caldo ha spesso dominato la scena, la Sicilia entra in una fase in cui la differenza la farà soprattutto la tenuta delle temperature. Il ministero della Salute, che aggiorna i bollettini nazionali sulle ondate di calore dal lunedì al venerdì, ricorda del resto che gli effetti sanitari del caldo non dipendono solo dai picchi assoluti, ma anche dalla persistenza di condizioni elevate per più giorni consecutivi. Per questo anche una diminuzione moderata, se confermata, avrebbe un impatto concreto sulla vivibilità delle città e sulle ore notturne.

Al momento, però, le fonti ufficiali invitano alla prudenza: il caldo non sparisce, semmai perde gradualmente intensità. E anche quando l’anticiclone inizierà davvero a cedere, non è affatto scontato che la Sicilia venga investita da un peggioramento diffuso. Più realistico immaginare una transizione a piccoli passi: prima il lieve calo termico, poi un aumento della variabilità, infine - se la saccatura mediterranea si confermerà - una fase un po’ più dinamica nella settimana successiva.

In sintesi, la risposta più onesta è questa: la Sicilia resta in una fase stabile e generalmente soleggiata almeno fino a metà settimana, con annuvolamenti pomeridiani soprattutto su aree interne ed Etna e con temperature quasi ferme fino a giovedì. La vera svolta meteo, intesa come indebolimento più riconoscibile dell’anticiclone, oggi appare più probabile tra il weekend e la settimana del 14–20 settembre, ma con effetti inizialmente graduali e non uniformi su tutta l’isola.