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la tragedia

Cronaca di un minuto fatale: la sequenza dell’incidente alla Peugeot numero cinquantaquattro

Dall'avvio del cronometro all’impatto contro la barriera: la dinamica dei sessanta metri di volo che hanno spezzato due vite

07 Settembre 2026, 20:06

20:10

Cronaca di un minuto fatale: la sequenza dell’incidente alla Peugeot numero cinquantaquattro

Domenica 6 settembre 2026, la 68ª Cronoscalata Monte Erice, storica prova della velocità in salita italiana, si è trasformata in una tragedia che scuote a fondo il mondo del motorsport.

Alle 11.36 è scattato il via per la vettura numero 54; un minuto dopo, alle 11.37, la gara è stata bruscamente interrotta. La Peugeot 308 TCR guidata dal pilota nisseno Marco Nicoletti ha urtato violentemente un muretto laterale in corrispondenza della postazione 9, circa 1,5 chilometri dopo la partenza. Superate le rotoballe di paglia poste a protezione, l’auto ha compiuto un volo di circa 60 metri.

L’impatto ha causato la morte immediata degli spettatori Giuseppe Bisconti e Karol Greco e il grave ferimento del commissario di percorso Mario Marchese. La Procura di Trapani ha aperto un’inchiesta e ha iscritto Nicoletti nel registro degli indagati per omicidio stradale, atto dovuto per consentire gli accertamenti di rito. Le perizie si concentrano sulla complessa dinamica del sinistro: velocità di percorrenza, traiettorie, condizioni dell’asfalto, efficacia delle protezioni passive e l’eventuale presenza di un’avaria meccanica.

Sotto la lente degli esperti c’è in particolare l’ipotesi di un problema ai freni. Nelle cronoscalate, a differenza dei circuiti, le staccate ravvicinate su pendenze variabili, con finestre di raffreddamento minime e fondo stradale irregolare, mettono a dura prova l’impianto frenante. Il freno non serve solo a decelerare, ma a impostare la traiettoria trasferendo carico all’avantreno prima dell’ingresso in curva: un malfunzionamento, anche parziale, altera di colpo l’equilibrio della vettura.

Secondo i regolamenti tecnici internazionali del FIA TCR World Tour 2026 (adottati anche nelle categorie salita), le vetture dispongono di dischi freno in acciaio con diametro massimo di 382 mm, pinze anteriori fino a 6 pistoni e posteriori fino a 2 pistoni, oltre a due circuiti frenanti indipendenti azionati dalla stessa pedaliera. Sistemi sofisticati e omologati, ma sottoposti a stress termico e meccanico elevatissimi. La conformità regolamentare, tuttavia, non elimina il rischio di surriscaldamento o deterioramento improvviso dei materiali.

Quando le temperature superano i limiti dei materiali d’attrito - il fading - il coefficiente tra pastiglia e disco cala bruscamente; il pedale resta duro, ma l’efficacia frenante diminuisce.

Il surriscaldamento del liquido portato all’ebollizione genera bolle d’aria comprimibili nel circuito; il pedale va “a vuoto” - Vapor lock - e la forza frenante svanisce.

La letteratura tecnica di riferimento per i componenti racing ad alte prestazioni, come quella di Brembo e AP Racing, sottolinea il ruolo decisivo della ventilazione: prese d’aria ostruite o insufficienti compromettono il fluido e possono causare cricche termiche o deformazioni del disco. I manuali Brembo raccomandano di non riutilizzare dischi con crepe oltre i limiti e impongono uno spessore minimo del materiale d’attrito delle pastiglie di almeno 2 mm, per evitare distribuzioni di pressione anomale e pericolose.

Sul fronte organizzativo, la prevenzione passa attraverso una catena di controlli prescritta dalla federazione. Per la Monte Erice, il regolamento fissava le verifiche sportive e tecniche alla vigilia della gara, venerdì 4 settembre 2026, a Trapani, in Piazza Vittorio Emanuele, dalle 9.30 alle 17.30. Le Norme Generali ACI Sport 2026 prevedono che, nonostante i controlli annuali già registrati, a ogni competizione i commissari tecnici verifichino i dispositivi di sicurezza su almeno il 15% delle vetture al via, scelte a campione. Resta ferma la responsabilità diretta del concorrente sulla perfetta efficienza e manutenzione del proprio mezzo.

Il piano di sicurezza ACI Sport contemplava circa 100 ufficiali di gara, 35 postazioni fisse lungo il tracciato, mezzi antincendio, carri di soccorso e disposizioni stringenti per il pubblico, cui era espressamente vietato sostare dietro le rotoballe o in aree non autorizzate. La tragedia di Monte Erice impone di rivalutare con rigore l’adeguatezza di ogni barriera e distanza di sicurezza rispetto all’energia cinetica sprigionata dalle auto moderne.

Sarà compito delle perizie ordinate dalla magistratura chiarire la causa esatta dell’incidente. Resta evidente, tuttavia, che la sicurezza nelle gare su strada è il risultato della tenuta complessiva dell’intero sistema: vettura, condotta di guida, caratteristiche del percorso e organizzazione.