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turismo e sviluppo

La Perla Jonica di Acireale verso la vendita al gruppo Mangia's e a un fondo inglese: trattativa al traguardo

La società riconducibile alla famiglia Rappa avrebbe trovato l'accordo per cedere il complesso turistico. Gli acquirenti hanno già investito un miliardo di euro in Sicilia

08 Settembre 2026, 07:45

La Perla Jonica di Acireale verso la vendita al gruppo Mangia's e a un fondo inglese: trattativa al traguardo

La Perla Jonica torna al centro della scena. Il gigantesco complesso turistico di Capomulini, ad Acireale, un tempo fulcro del turismo della costa orientale siciliana e oggi simbolo di abbandono, potrebbe cambiare nuovamente proprietà. La Med Group, società riconducibile alla famiglia Rappa, sta infatti definendo la cessione del bene al gruppo Mangia’s e al fondo inglese Arrow Global, protagonisti negli ultimi anni di un vasto programma di riqualificazione di strutture ricettive in Sicilia. Gli interessati confermano che la trattativa è in corso, ma sostengono che non sia ancora chiusa. Secondo nostre fonti, invece, l’intesa sarebbe sostanzialmente già stata raggiunta: si attende soltanto l’ufficialità, che spetta al fondo inglese, partner della famiglia Mangia in un’operazione che unisce capacità finanziaria internazionale ed esperienza siciliana nell’ospitalità di fascia medio alta.

Se confermata (di cifre al momento non ne parla nessuno), l’acquisizione segnerebbe un nuovo intervento di peso nel turismo siciliano, dopo l’ingresso di Arrow Global nel Donnafugata Golf Resort & Spa di Ragusa, acquisito dopo il fallimento del 2018 e destinato a riaprire non prima del 2027. Prima ancora, il fondo aveva sostenuto l’operazione sul Costa Ragusa e sul Kamarina Resort di Scoglitti. Il capitale complessivo destinato da Arrow alle operazioni siciliane pare si avvicini al mezzo miliardo di euro e destinato a crescere ulteriormente con la Perla Jonica. Un segnale che potrebbe preludere a una fase di rilancio per una struttura che, per decenni, è stata meta ambita ed è strategica in termini di ricettività anche per il turismo congressuale.

Ma la storia della Perla Jonica è tutt’altro che lineare. Costruito negli anni Ottanta dai fratelli Costanzo, il complesso turistico situato nella frazione marinara acese divenne un luogo dove si intrecciavano mondanità, potere e presenze ingombranti. Ex direttori hanno raccontato che boss come Nitto Santapaola vi trascorrevano lunghi periodi estivi, confermando l’ambiguità di un luogo che rappresentava al tempo stesso ricchezza e ombre. La struttura entrò poi in una lunga fase di decadenza finanziaria e gestionale.

A fine anni Duemila sembrò arrivare la svolta: una società riconducibile allo sceicco di Abu Dhabi, Al Hamed Bin Ahmed acquistò il complesso nel 2014, promettendo un Hilton di lusso capace di trasformare Capomulini in una meta internazionale. Il governo nazionale dell’epoca, tramite Invitalia, garantì un finanziamento da 24 milioni di euro. Vennero avviati lavori imponenti, si parlò persino di un porto turistico per accogliere panfili e yacht dei magnati arabi e americani. Poi, la frenata. La ristrutturazione si bloccò, nacquero contenziosi, i costi lievitarono e nel 2020 la società fallì.

Seguì la fase delle aste fallimentari: la prima andò deserta, la seconda nel 2022 portò all’acquisizione da parte dei Rappa, imprenditori palermitani che avevano appena ottenuto dalla Corte d’Appello la revoca della confisca del loro patrimonio. L’ingresso nella Perla Jonica era forse un tentativo di rilancio, poi trasformato in volontà di liberarsi di un bene complesso. Ed oggi la vendita è in dirittura d’arrivo.

Il futuro della Perla Jonica resta da scrivere, ma questa volta sembra nelle mani di un’impresa siciliana con una strategia chiara. Marcello Mangia, che aveva già all’attivo una partnership con Blackstone, fondo che ha acquisito sei resort rimasti in gestione al gruppo, con quota di minoranza, in Sicilia e Sardegna, con Arrow Global da un paio di anni sta portando avanti un programma ambizioso per valorizzare i gioielli della costa orientale. Se l’operazione andrà in porto, la Perla Jonica potrebbe finalmente uscire dal limbo in cui è rimasta per decenni: da icona del turismo degli anni Ottanta a gigante ferito, fino alla possibilità concreta di tornare a essere una struttura di riferimento per l’ospitalità siciliana. Ma è ancora presto per pensare al futuro.