il caso
«Ti sparo in faccia e ti prendo a "iancati"», politico e giornalista aggrediti al lido Le Piramidi di Catania
Matteo Hallissey e Ivan Grieco stanno portando avanti una battaglia per il mare libero. Ieri sono stati alla Playa e hanno documentato tutto in video
«Ti sparo in faccia», «Se riprendi ancora ti ammazzo a iancati». E poi spinte e mani a pochi centimetri dal volto. Il blitz di Matteo Hallissey e Ivan Grieco al lido Le Piramidi di Catania, ieri, non è affatto piaciuto ad alcuni dipendenti dello stabilimento balneare della Playa. L'obiettivo del presidente dei Radicali italiani e del giornalista e streamer romano è sempre lo stesso: verificare se sulle spiagge dell'Isola i privati consentono l'accesso alla spiaggia gratuitamente agli utenti che non intendono avvalersi dei servizi del lido, come previsto dalla normativa nazionale. Dopo la crociata a Mondello, negli ultimi giorni la loro attenzione si è spostata sulla costa orientale siciliana.
«Andiamo dove abbiamo ricevuto segnalazioni - racconta Hallissey - ieri a Catania abbiamo testato quattro, cinque stabilimenti. Il caso peggiore è stato quello de Le Piramidi, sono andati su tutte le furie perché pretendevano che cancellassimo i video. Siamo stati aggrediti e siamo stati costretti ad allontanarci». Il resto, promettono, verrà diffuso nei prossimi giorni.
In un primo momento il politico e il giornalista, che stanno portando avanti da settimane la battaglia per il mare libero, hanno mandato avanti dei semplici cittadini. «Hanno chiesto di attraversare il lido per raggiungere la battigia e fare un bagno senza usufruire dei servizi dello stabilimento - continua il presidente dei Radicali - cosa prevista dalla legge, ma gli è stato impedito». Successivamente sono gli stessi Hallissey e Grieco a presentarsi all'ingresso del lido, qualificandosi come politico e giornalista. Il video mostra come una dipendente chieda comunque di pagare dieci euro, «come minimo la sdraio la dovete prendere, è una spiaggia privata», dice. «Questo non si può fare», rispondono i due. «Qui fanno tutti così», la replica della dipendente.
Ma a quel punto la situazione precipita. Un altro dipendente, con marsupio a tracolla e ricetrasmittente in mano, inveisce contro il gruppetto. «Siamo stati aggrediti, minacciati, inseguiti». Serve l'intervento di un'altra persona presente per trattenere l'uomo, su tutte le furie per essere stato ripreso.
Il lido Le Piramidi è da nove anni in amministrazione giudiziaria, a seguito dell'operazione antimafia che nel 2017 ha coinvolto gli ex proprietari, Nino e Carmelo Paratore, considerati il volto imprenditoriale del boss della famiglia Santapaola, Maurizio Zuccaro. Pochi mesi fa il procuratore generale Niccolò Marino ha chiesto alla Corte d'Appello, sezione Misure di prevenzione, di confermare la confisca.
Hallissey chiede ora all'amministrazione comunale di Catania e alla Regione siciliana di intervenire, «perché in nessuno dei lidi visitati viene fatta rispettare la basilare regola di accesso gratuito alla battigia». Tuttavia il giovane politico riconosce che, in tema di spiagge libere, la situazione della playa di Catania «è migliore» di quella di Palermo. «A Mondello le persone si accalcano negli ultimi metri della battigia perché tutte le spiagge sono occupate dai lidi, a Catania fortunatamente esistono tratti di litorale liberi, ma non ci possono essere zone franche, le regole - conclude - vanno rispettate ovunque».
