Il caso
Rosolini, Cna Siracusa contesta il centro di prima accoglienza nell’area Pip
L’associazione chiede al Comune e alla Prefettura di valutare un sito alternativo e sollecita il completamento delle reti elettrica e idrica
La scelta di realizzare un centro di prima accoglienza per circa 50 migranti all’interno dell’area artigianale Pip, i Piani di insediamento produttivo di Rosolini, suscita la contrarietà della Cna Siracusa.
L’associazione ha inviato una lettera al Comune di Rosolini e alla Prefettura di Siracusa, chiedendo di rivedere l’ipotesi e di individuare un’area alternativa, in modo da non compromettere gli spazi destinati alle attività produttive e allo sviluppo delle imprese artigiane e manifatturiere del territorio.
La Cna precisa di non voler mettere in discussione il principio dell’accoglienza né le competenze della Prefettura nella gestione dei flussi migratori. La preoccupazione riguarda, invece, la compatibilità tra la destinazione dell’area Pip e l’insediamento di una struttura di accoglienza.
«Non mettiamo in discussione il principio dell’accoglienza né le funzioni della Prefettura in materia di gestione dei flussi migratori – dichiarano la presidente di Cna Siracusa, Rosanna Magnano, e il presidente comunale dell’associazione, Giuseppe Cicero –. Ma un’area nata per lo sviluppo delle imprese non può diventare il terreno di scelte che ne compromettono la vocazione produttiva senza un confronto preventivo con chi quel territorio lo vive ogni giorno».
Le criticità segnalate dalle imprese
Secondo quanto evidenziato dalla Cna, le imprese già insediate nell’area Pip segnalano da tempo problemi legati all’approvvigionamento elettrico e idrico. Per questo l’associazione chiede che venga data priorità al completamento e al potenziamento delle reti, considerate infrastrutture essenziali per garantire la piena operatività delle aziende.
Il timore è che l’arrivo del centro di prima accoglienza possa aggravare le difficoltà esistenti o distogliere l’attenzione dagli interventi necessari per consolidare la funzione produttiva dell’area.
La richiesta della Cna è quindi duplice: da un lato, valutare una collocazione diversa per la struttura destinata ai migranti; dall’altro, intervenire sulle carenze infrastrutturali che penalizzano quotidianamente le attività economiche presenti nel Pip.
La richiesta di un confronto
Al centro della posizione dell’associazione vi è anche la necessità di un confronto con le imprese e con gli operatori che vivono l’area artigianale ogni giorno. La Cna chiede che ogni decisione venga assunta tenendo conto della vocazione originaria del sito e delle esigenze di chi vi lavora.
La questione, dunque, non viene posta in termini di contrapposizione al principio dell’accoglienza, ma di opportunità e compatibilità della scelta urbanistica e logistica. Per la Cna Siracusa, l’area Pip deve continuare a rappresentare uno spazio dedicato alla crescita delle imprese, alla creazione di lavoro e allo sviluppo economico locale.
L’associazione auspica ora che Comune e Prefettura possano aprire un tavolo di confronto con le realtà produttive, così da individuare una soluzione condivisa che consenta di garantire l’accoglienza senza penalizzare le attività artigianali e manifatturiere già presenti a Rosolini.