Marsala
Sindacato sul piede di guerra: «Comune non paga cooperative, una condizione gravissima. E' emergenza»
Fp Cgil Trapani accusa l'amministrazione di immobilismo e chiede alla sindaca Patti pagamenti immediati.
Sono senza stipendio da quattro mesi i lavoratori delle cooperative sociali convenzionate con il Comune di Marsala. A denunciare il ritardo e l'inadempienza da parte dell'ente è la Funzione pubblica Cgil di Trapani, che già nei mesi scorsi segnalava questa anomalia, che in verità riguarda purtroppo diversi enti locali. Il sindacato definisce «non più tollerabile» questa situazione e denuncia pubblicamente i ritardi dell'amministrazione guidata dalla neo sindaca Andreana Patti. Al centro della vertenza c'è la Cooperativa sociale Terre di Confine, impegnata nei servizi socio assistenziali e sanitari. Il personale continua a garantire attività delicate e fondamentali per la comunità, ma senza percepire la retribuzione mensile.
«Una condizione gravissima» - afferma il segretario provinciale della Fp Cgil, Andrea Genna - «lavoratrici e lavoratori vengono lasciati soli, costretti a sostenere famiglie e impegni economici senza alcuna certezza». Secondo le verifiche del sindacato, all'albo pretorio del Comune non risultano ancora liquidate le fatture arretrate delle cooperative convenzionate. Un dato che conferma l'immobilismo della macchina amministrativa e che, per la Cgil, rappresenta una violazione evidente dei diritti retributivi e contributivi dei lavoratori del terzo settore.
«È inaccettabile» - insiste Genna - che il peso dei ritardi ricada su chi ogni giorno garantisce servizi essenziali. La Fp Cgil chiede alla sindaca Patti un intervento immediato: sollecitare gli uffici, accelerare le procedure contabili, garantire la tempestività dei pagamenti e il rispetto dei contratti collettivi. «Il Comune ha il dovere di assicurare continuità amministrativa e tutela dei lavoratori. Non può voltarsi dall'altra parte». Il sindacato attende una risposta rapida e concreta. Intanto, mentre le cooperative continuano a operare senza retribuzione, cresce il malcontento tra gli operatori: i ritardi nei pagamenti non sono più episodi isolati, ma un problema strutturale che rischia di compromettere la qualità dei servizi.