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Merz attacca l’AfD al Bundestag: «La vostra remigrazione non è altro che una pulizia etnica»

Il cancelliere tedesco replica duramente ad Alice Weidel, che aveva dichiarato finito il governo. Scontro anche sulla Russia e sul drone bomba di Lipsia: «Questo dimostra da che parte state»

09 Settembre 2026, 10:17

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Merz attacca l’AfD al Bundestag: «La vostra remigrazione non è altro che una pulizia etnica»

È scontro aperto al Bundestag tra il cancelliere tedesco Friedrich Merz e la leader dell'AfD Alice Weidel. A pochi giorni dal trionfo del partito di estrema destra nelle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt, dove ha sfiorato la maggioranza assoluta, la general debate al Parlamento di Berlino si è trasformata in un duro confronto sul futuro della Germania, sull'immigrazione e sui rapporti con la Russia.

Merz ha replicato frontalmente alle accuse di Weidel, che aveva attaccato il governo e sostenuto che la maggioranza guidata dal cancelliere fosse ormai politicamente finita. Il passaggio più duro è arrivato quando il cancelliere ha contestato la parola «remigrazione», uno dei termini utilizzati dall'AfD per indicare il ritorno nei Paesi d'origine di persone con background migratorio. «La vostra remigrazione non è altro che una pulizia etnica», ha affermato Merz in aula.

Il cancelliere ha però distinto la posizione del governo sulla gestione dell'immigrazione da quella dell'AfD. Secondo Merz, nella coalizione esiste consenso sulla necessità di aumentare le espulsioni dei migranti che non hanno diritto a rimanere in Germania, ma questo non può tradursi nel progetto di una «remigrazione» generalizzata. La Germania, ha sottolineato, ha anche bisogno di lavoratori e deve affrontare la carenza di manodopera in diversi settori. La distinzione è stata ribadita durante il confronto parlamentare: secondo Merz, l'AfD non sarebbe in grado di affrontare questa complessità.

Il secondo fronte dello scontro è stato quello della Russia. Merz ha accusato l'AfD di stare «dalla parte della Russia», attaccando la posizione del partito sulla guerra e sulla sicurezza tedesca. Il cancelliere ha poi fatto riferimento al tentato attacco con un drone carico di esplosivo individuato all'aeroporto di Lipsia/Halle.

Secondo le autorità tedesche, dietro l'operazione ci sarebbero persone che avrebbero agito per conto di strutture statali russe. Gli investigatori tedeschi hanno individuato diversi sospetti con collegamenti con la Russia e il governo di Berlino ha definito l'episodio riconducibile al modello delle operazioni ibride russe in Europa. Mosca ha respinto le accuse, definendole infondate.

È proprio su questo episodio che Merz ha sferrato uno degli attacchi più duri contro l'AfD. Il cancelliere ha sottolineato che Weidel non aveva fatto riferimento nel suo intervento al caso del drone di Lipsia e ha criticato alcuni deputati del partito che, secondo il suo racconto, avrebbero riso quando lui citava l'attentato. «Questo dimostra come ragionate e da che parte state», ha detto rivolgendosi ai parlamentari dell'AfD.

«Noi difenderemo le nostre libertà», ha aggiunto Merz, sostenendo la necessità di rafforzare la protezione dei cittadini tedeschi. Lo scontro assume un peso politico particolare dopo il voto in Sassonia-Anhalt, che ha consegnato all'AfD il 43,8% dei consensi e una storica affermazione a livello regionale, mentre la Cdu di Merz è crollata al 17,2%.

La sfida tra Merz e Weidel arriva dunque in un momento delicato per la politica tedesca. Il risultato elettorale ha rafforzato l'AfD e alimentato le pressioni sul cancelliere, che ha escluso le dimissioni e ha promesso di proseguire sulla strada delle riforme. Nel frattempo, la contrapposizione tra governo e destra radicale si intreccia sempre più con la politica estera e con il confronto sulla Russia, trasformando il Bundestag nel teatro di una battaglia politica destinata a pesare anche sui prossimi mesi.