Il caso
Traghetti per le isole minori della Sicilia, da domani scatta l'aumento del biglietto del 18 per cento
L'incremento tariffario, che deriva da una convenzione statale, era stato sospeso nel cuore dell'estate ma adesso è destinato a essere ripristinato
Scatta da domani l’aumento dei biglietti sui collegamenti marittimi verso le isole minori siciliane, regolati da una convenzione statale. È il secondo capitolo di una vicenda iniziata il 4 agosto, esplosa alla vigilia di Ferragosto e congelata dopo l’intervento della Regione Siciliana.
La Società di navigazione Siciliana ha comunicato che, sarà nuovamente applicato l’incremento del 18% sulle tariffe dei collegamenti marittimi regolati dalla convenzione Siremar. La comunicazione, firmata dagli amministratori delegati della società, parla esplicitamente di «ripristino dell’incremento tariffario» L’incremento riguarderà sia i collegamenti effettuati con le navi che quelli con i mezzi veloci.
Federalberghi isole minori di Sicilia esprime «sconcerto per il ripristino, da domani dell’aumento del 18% sulle tratte statali dei collegamenti marittimi verso le isole minori» e segnala «il venir meno degli impegni assunti dalla Regione». Il "congelamento" estivo dell’aumento si sarebbe trasformato, secondo l’associazione, «in un semplice rinvio politico». Per Federalberghi il rincaro «colpirà residenti, pendolari, trasporto merci e turisti, aggravando i costi della mobilità».
«Il continuo susseguirsi di annunci, sospensioni e rincari proietta sui mercati un’immagine di precarietà», afferma Christian Del Bono. Il presidente di Federalberghi isole minori Sicilia ricorda anche il +56% già applicato sulle tratte statali dal giugno 2022. Con il nuovo incremento, aggiunge, «i costi raggiungono livelli insostenibili, a fronte dei tagli alle corse subiti negli ultimi anni». L’incertezza sui collegamenti, secondo Federalberghi, «danneggia la programmazione delle imprese e la tenuta sociale dei territori».
La Federazione chiede «un intervento immediato del Governo regionale per bloccare l’aumento, garantire stabilità al sistema, e per reintegrare nei futuri piani economico-finanziari tutte le corse statali soppresse dal 2022».