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carabinieri

Notte di terrore per una 35enne che fugge e fa arrestare il convivente

Un 40enne di Gela in manette a Pedara con le accuse di violenza e sequestro di persona

09 Settembre 2026, 16:03

16:11

Notte di terrore per una 35enne che fugge e fa arrestare il convivente

Una notte di terrore trasformata in incubo, culminata in una fuga disperata alle prime luci dell'alba per raggiungere la salvezza. È la drammatica vicenda vissuta da una 35enne di Pedara, presentatasi in evidente stato di shock alla locale Stazione dei Carabinieri per denunciare le atroci violenze subite dall'uomo con cui aveva intrapreso da qualche mese una convivenza, un 40enne originario di Gela.

La relazione, da tempo segnata da gelosie patologiche e comportamenti possessivi, era ormai giunta al capolinea. La donna aveva infatti deciso di interrompere la convivenza e di riaccompagnare l'uomo nella sua città d'origine. Tuttavia, dopo aver ceduto alla richiesta di un' ultima cena insieme nel capoluogo etneo, al rientro nell'abitazione di Pedara si è scatenata la furia dell'aggressore. Accecato da un ingiustificato sospetto nato dalla visione del cellulare della vittima, il 40enne si è scagliato contro di lei con inaudita ferocia.

Sotto la costante minaccia di un coltello, l'uomo le ha strappato gli abiti e ha tentato a più riprese di soffocarla, stritolandole il collo con un paio di leggings, premendole un cuscino sul volto e bloccandole le labbra con del nastro da imballaggio. Poi le ha sottratto il telefono e, dopo averla chiusa a chiave nella camera da letto per impedirne la fuga, l'ha costretta a subire ripetuti rapporti sessuali. Solo intorno alle 7,30 del mattino, cogliendo l'attimo in cui l'aggressore si è addormentato, la 35enne è riuscita a sottrarre le chiavi di casa, spalancare la porta e correre verso la vicina caserma. I militari dell'Arma hanno prestato i primi soccorsi alla vittima e si sono precipitati nell'immobile, dove hanno sorpreso l'uomo ancora presente. Nel tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità, il 40enne ha fornito false generalità, ma le perquisizioni hanno permesso di ritrovare i suoi documenti reali e di accertare che fosse già gravato dalla misura dell'obbligo di dimora nel Comune di Gela.

Sulla base dei gravi elementi raccolti, l'uomo è stato arrestato in flagranza di reato con le accuse di violenza sessuale, sequestro di persona e lesioni personali. Dopo la convalida dell'arresto da parte dell'Autorità Giudiziaria, per il 40enne si sono spalancate le porte del carcere di Catania piazza Lanza, dove si trova attualmente ristretto in custodia cautelare.