Università
Caro affitti e studentati, a Messina la protesta di Udu e Sunia: «Stanze solo per ricchi»
Nell’ultimo anno accademico superate le 1.700 richieste le previsioni parlano di un fabbisogno stimato di circa 2.286 posti letto
La fotografia della situazione dei posti letto per gli studenti fuoriesce ha evidenziato le difficoltà ma anche le prospettive. Il piano Housing del Mur e le risorse del Pnrr dovrebbero dare delle risposte: si parla di 5074 nuovi posti letto annunciati in Sicilia, un migliaio in tempi brevi a Messina.
A Messina, nell’anno accademico appena concluso, oltre 1.700 studenti hanno fatto richiesta per il servizio abitativo, mentre meno di 300 sono risultati assegnatari di un posto letto pubblico. «Nel frattempo evidenziano l’Udu Messina e il Sunia Messina - il mercato privato continua a essere sempre più inaccessibile, tra affitti in nero e stanze che sono arrivate a costare fino al 45% in più negli ultimi anni. Siamo arrivati al punto in cui una decisione politica del Consiglio comunale aveva approvato soltanto il progetto “Policlinico” e bocciato gli interventi “Centro” e “Archimede”.»
Secondo i dati forniti da Sunia e Edu, una stanza può arrivare a costare anche 600 euro al mese. Nella documentazione relativa all'operazione si parla di un fabbisogno cittadino di circa 2.286 posti letto. Il progetto Zanklon avrebbe portato una disponibilità di 1.835 posti ma con una operazione immobiliare privata che non convince diversi soggetti (Udu e Sunia si chiedono: «per chi si sta costruendo la città universitaria? Sicuramente non per gli studenti»).
Unione degli Universitari e Sunia adesso chiedono che modello di città universitaria si vuole praticare.
«Ci sentiamo presi in giro da chi continua a celebrare numeri senza confrontarsi con la realtà», dichiara Mariafrancesca Pellizzeri, coordinatrice dell’Udu Messina. «Da anni chiediamo che l’emergenza abitativa sia una priorità. A Messina migliaia di studenti restano senza posto letto e sono costretti a confrontarsi con un mercato degli affitti sempre più caro e spesso privo di tutele, perché chi sceglie di studiare a Messina, nonostante tutto, merita una città che consideri la sua presenza una risorsa».
«Messina - aggiunge Claudio Vallone, segretario del Sunia Messina - ha bisogno di studentati, ma ha soprattutto bisogno di edilizia residenziale universitaria pubblica. Ha bisogno di riaprire la Casa dello Studente. Ha bisogno di recuperare il patrimonio immobiliare inutilizzato. Ha bisogno di canoni realmente accessibili. Ha bisogno di una programmazione pubblica che guardi ai prossimi decenni, non basta riempire Messina di posti letto rivolti solo ai più abbienti. Vogliamo costruire una città nella quale gli studenti e i cittadini possano permettersi di vivere».