giudiziaria
Malasanità a Trapani: l’Asp ha chiuso un conto di un milione e duecento mila euro dopo 21 anni
Il caso avviato con le prime richieste risarcitorie nel 2012, poi il procedimento penale e quello civile
Si chiude con un ultimo esborso di 26.124,96 euro una vicenda di mala sanità che per 21 anni ha coinvolto l’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani, i familiari di un paziente deceduto nel maggio 2005 e tre diversi gradi di giudizio.
L'ultima determina dirigenziale, quella del 7 settembre scorso, ha dato esecuzione alla correzione della sentenza della Corte d’Appello di Palermo, che ha rideterminato gli importi spettanti a quattro eredi, riconoscendo 55.389,24 euro ciascuno a titolo di danno “iure proprio”.
Il caso, avviato con le prime richieste risarcitorie nel 2012, ha attraversato un procedimento penale, un accertamento tecnico preventivo, il giudizio civile di primo grado e l’appello.
Nel tempo l’Azienda trapanese ha già corrisposto 95.000 euro di provvisionale dopo la condanna penale del sanitario coinvolto; 533.837,11 euro in esecuzione dell’ordinanza del Tribunale di Marsala del 2021; 630.994,93 euro dopo la sentenza d’appello del 2025, comprensiva degli interessi legali; 26.124,96 euro con la determina del 7 settembre 2026, a seguito della correzione dell’errore materiale sul dispositivo della sentenza.
Il totale supera così 1,2 milioni di euro, includendo provvisionale, risarcimenti, interessi e spese legali.
Una cifra che illustra la complessità di un contenzioso durato oltre due decenni, nato dalla morte del paziente ricoverato al presidio ospedaliero “Vittorio Emanuele II” di Castelvetrano e attribuita dai familiari alla condotta “imperita” dei sanitari che lo ebbero in cura.
Nel 2010 il procedimento penale si concluse con la condanna del medico imputato, oltre all’obbligo, per lo stesso e per il responsabile civile dell'Asp di Trapani, in solido tra loro, di risarcire alle parti civili costituite il danno, da liquidarsi in separata sede, condannandoli al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva.
La Corte d’Appello, nel 2025, ha riconosciuto responsabilità civili dell’Azienda Sanitaria Provinciale, rideterminando gli importi per ciascun avente diritto e condannandola anche alla rifusione delle spese di entrambi i gradi di giudizio.
La successiva correzione del dispositivo ha imposto l’ulteriore pagamento ora autorizzato, con fondi tratti dal “Fondo rischi per cause civili ed oneri processuali”.
Nell'ultimo atto riferito all'esecuzione dell'ultima sentenza, l’Asp annuncia anche la denuncia alla Corte dei Conti per il danno erariale, chiudendo formalmente una vicenda che ha attraversato tre direttori generali, due commissari straordinari e un lungo percorso giudiziario.