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Comune di Palermo

Il flop in aula e il... consiglio del sindaco Lagalla: «Basta capricci». Oggi la relazione sul programma

Altra seduta a vuoto, la maggioranza chiamata a serrare i ranghi. L'opposizione torna alla carica

11 Settembre 2026, 06:44

06:50

Il flop in aula e il... consiglio del sindaco Lagalla: «Basta capricci». Oggi la relazione sul programma

rinviata la Relazione sull’attuazione del programma in punta di labbra del sindaco Roberto Lagalla, è stata ancora rinviata su accordo unanime - diktat tacito di un sindaco per nulla sorridente, qualcuno suggerisce - della maggioranza che ieri aveva esposto il capo della coalizione alla figuraccia del numero legale mancante. E che, o se ne parla oggi o non se parla più, pure con “embargo” d’orario: il presidente del consiglio comunale Giulio Tantillo, infatti, nel proclamare la seduta ancora una volta caduta - soltanto sei in aula - aveva dato appuntamento per oggi, ultimo giorno utile, alle 11 in unico appello, con il quorum ridotto a sedici. Ma errata corrige: la seduta inizierà alle 14, con cancellazione della capigruppo delle 12, perché tra due convocazioni per regolamento devono passare almeno 24 ore.

Fin qui i fatti. Ma è nello spiluccare attento degli aggettivi che il sindaco fa trasparire tutta la propria irritata sorpresa. A margine di un convegno dove è stato ospite, Lagalla ha dichiarato: «Io non credo che ci siano problemi di unione della maggioranza, ma dinamiche del consiglio comunale talvolta occasionali, talvolta volubili, talvolta capricciose, in qualche caso maliziose, ma non ne farei un dramma». Capricci e malizie, agli atti.

A Lagalla non interessa il quorum ridotto per spuntare il numero legale, e qui risiederebbe la decisione di far saltare la seduta, che è serpeggiata fino a tarda sera nelle chat dei gruppi. Ieri si sarebbe manifestata probabilmente la stessa situazione di ieri l’altro, con un numero sufficiente a garantire il numero grazie al quorum ridotto, ma non certo a riparare il torto. Se non pretende il plenum, insomma, Lagalla non accetta snobismi mascherati.

E poi, la mancanza di smentite, anzi il tacito avallo, della frase pronunciata nel lasciare l’aula mercoledì, con riferimento - realistico più che minaccioso, si dice dall’amministrazione - alle carte sparigliate sulle partecipate. Il «ne parliamo al momento delle nomine» resta in piedi. Per nulla esclusi, in certi casi, nomi tecnici di fiducia del sindaco che non avrebbero remore a lasciare gli incarichi allorché i partiti smettano le reciproche ripicche.

Opposizione, già andata a nozze con il flop d’aula, torna alla carica. E proprio sulle partecipate: «Nessuno può più parlare di un incidente di percorso - si legge nella nota di Oso Controcorrente, Pd, Avs, M5s, misto e Progetto Civico Italia - non siamo di fronte a una casualità né alla pur grave indolenza alla quale la maggioranza ci ha abituati. È una crisi politica ormai conclamata. Lagalla non ha più una maggioranza e non è più nelle condizioni di amministrare. La città non può continuare a pagare il prezzo dei conflitti, delle trattative e degli interessi interni ai partiti che lo sostengono. Mentre si decidono i nuovi vertici delle società partecipate, sarebbe ancora più grave se si tentasse di ricomporre la maggioranza attraverso la distribuzione di incarichi e posti di sottogoverno. Lagalla deve prenderne atto. Palermo non si può governare soltanto quando i partiti della maggioranza trovano un accordo sugli incarichi».

Intanto, l’amministrazione potenzia le batterie della comunicazione, pubblicando la determinazione a contrarre per l’affidamento del servizio di comuni cazione istituzionale. Base, 435mila euro di cui 315mila soggetto a ribasso d’asta. Importo finale lordo, 530.700 euro. Concreta l’intenzione di rafforzare la collaborazione, in caso di aggiudicazione, dell’agenzia privata già coinvolta nell’ultimo anno, per un importo sensibilmente più basso, vicino agli 80mila euro.