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«Bloccare la procedura ambientale»: Palermo, ambientalisti all’attacco sul termovalorizzatore di Bellolampo
Per le associazioni, le integrazioni avrebbero trasformato il progetto e le consultazioni sarebbero state troppo brevi
L'aria si fa pesante intorno al termovalorizzatore di Bellolampo, progetto che insieme all'impianto gemello di Catania è la punta di lancia della strategia della Regione per gestire i rifiuti siciliani. Entrambi i Tmv sono in questi giorni al centro di una conferenza dei servizi necessaria per ottenere il Paur, Provvedimento autorizzatorio unico regionale all'interno del quale è prevista anche la Valutazione di impatto ambientale. Proprio in questo iter fatto di carte e valutazioni da parte di associazioni ed enti interessati il progetto per l'impianto palermitano sta incontrando le prime obiezioni, sia di metodo che di merito.
Le associazioni ambientaliste questa mattina chiederanno proprio la sospensione del procedimento Paur, sostenendo che le integrazioni presentate dai progettisti nel corso della raccolta di documenti sono in realtà un cambio in corso d'opera del progetto stesso. Nel frattempo il Comune punta il dito su diverse lacune nei documenti del progetto, come la previsione di usare un’arteria, la Pedemontana, che non esiste se non a livello di idea da realizzare.
Il Tmv di Bellolampo a regime dovrebbe bruciare 300mila tonnellate di rifiuti provenienti dalle province della Sicilia occidentale. Un impianto su cui sono state già prodotte migliaia di pagine di documenti, studi e cartografie, ma su cui, è una delle denunce delle associazioni ambientaliste, si cerca di arrivare a conclusione del procedimento di autorizzazione in 45 giorni.
Tempi ristretti in cui, come si legge nelle osservazioni caricate da Legambiente Sicilia sul portale regionale per le valutazioni ambientali, «non si istruisce neanche un normale permesso di costruire». Proprio Legambiente insieme ad altre associazioni ha protestato quando è stata aperta la fase di consultazione con il pubblico, 15 giorni a disposizione a partire dall'11 agosto: troppo poco tempo, secondo le associazioni, con il Ferragosto di mezzo, migliaia di pagine di elaborati da studiare e con la fretta di partire subito con la conferenza dei servizi, come in effetti è avvenuto il 28 di agosto.
A questo si affianca un altro nodo, quello dei documenti presentati come integrazioni ai progetti già esistenti. Nei procedimenti ambientali infatti il progetto viene valutato e i diversi enti interessati possono chiedere delle integrazioni, per chiarire punti non sviluppati o risolvere problemi.
Per il solo Tmv di Palermo le integrazioni presentate sono contenute in 96 nuovi elaborati tecnici, presentate, sostiene Legambiente in una delle memorie presentate per il procedimento, «per tentare di sanare le innumerevoli e gravissime criticità sollevate dalla Cts nei propri pareri interlocutori». Delle integrazioni tanto grandi da cambiare progetto, e su cui dunque bisognerebbe aprire una nuova procedura. Tra le modifiche ai progetti annotate dagli ambientalisti, la combustione nel Tmv di rifiuti speciali, la combustione di fanghi di depurazione, l'incremento del carico inquinante legato al traffico e la deroga al Piano regionale dei rifiuti.
Tutti aspetti che dovrebbero spingere, sostengono gli ambientalisti, alla chiusura del procedimento Paur.