il caso
«Socialmente pericolosa», foglio di via da Catania a una sindacalista: poi la retromarcia della Questura
Dafne Anastasi, referente dell'Usb, faceva parte del gruppo che lo scorso 31 marzo è intervenuto in consiglio comunale contro lo sgombero del centro sociale Palestra Lupo
Una minaccia per la sicurezza pubblica. È con questa motivazione che la Questura di Catania ha notificato ieri un foglio di via con divieto di ritorno nella città etnea a Dafne Anastasi, responsabile del sindacato di base Usb nel capoluogo etneo e volto noto tra associazioni e attivisti etnei per il suo impegno su vari fronti.
Tutto parte da quanto accaduto il 31 marzo scorso durante il consiglio comunale dedicato allo sgombero del centro sociale Palestra Lupo. In quell'occasione Anastasi, insieme a una trentina di manifestanti, è entrata a Palazzo degli Elefanti per protestare contro la chiusura dello spazio che lascerà posto a un parcheggio. «Vergogna», hanno urlato ripetutamente e la seduta è stata interrotta.
A distanza di sei mesi, all'attivista viene notificata una denuncia per interruzione di servizio pubblico e il contestuale avvio della procedura del foglio di via, un iter amministrativo che scatta nei confronti di «coloro che sono dediti alla commissione di reati che offendono o mettono in pericolo la sicurezza o la tranquillità pubblica».
A distanza di meno di 24 ore, però, l'ulteriore colpo di scena: la Questura fa retromarcia. Stamattina Anastasi è stata infatti convocata e le è stata consegnata la comunicazione dell'archiviazione del procedimento. Il motivo? «Ulteriori informazioni» hanno fatto emergere che la sindacalista a Catania ha la propria sede di lavoro. Insomma, un provvedimento probabilmente considerato eccessivo anche tra i corridoi della Questura. «Mi hanno detto che c'è stato un problema di comunicazione - spiega Anastasi a La Sicilia - ma quello che è successo resta gravissimo e rispecchia il clima che stiamo vivendo. Io non mi lascio intimidire, lottare non può significare essere socialmente pericolosi, i pericoli a Catania sono ben altri».
La sindacalista non ha precedenti penali. È un volto noto nel mondo del terzo settore per il suo impegno sociale, dalle battaglie per la scuola a quelle per il lavoro, passando per la difesa della Palestina e contro la militarizzazione del territorio. Il 3 ottobre del 2025, durante uno dei partecipatissimi cortei a sostegno della Freedom Flotilla, una frangia si dirige verso la stazione centrale occupando i binari. Anastasi fa parte di questo gruppo e ne ricaverà una sanzione amministrativa, il procedimento penale viene archiviato.
Quindi l'episodio dello scorso 31 marzo al consiglio comunale a sostegno del centro sociale Palestra Lupo. Quel giorno una delegazione di una trentina di persone fu autorizzata a entrare a Palazzo degli Elefanti, l'intenzione era leggere un documento al sindaco Enrico Trantino, che però era assente. Seguirono alcuni momenti di leggera tensione con cori urlati dai manifestanti che spinsero il presidente dell'assemblea prima a sospendere e poi interrompere definitivamente la seduta, con l'intervento della polizia.
Nell'ultima settimana ad Anastasi e a un'altra donna presente in municipio quel giorno è stato notificato l'avvio dell'iter per il foglio di via. «Io lavoro a Catania, il provvedimento avrebbe avuto conseguenze pesantissime - continua la sindacalista - per questo dicono di averlo archiviato, ma è assurdo che possa essere considerata un soggetto socialmente pericoloso. Mi rincuora la grande solidarietà che ho ricevuto in poche ore da tutta Italia». Del caso erano già stati investiti i vertici nazionali del sindacato Usb, che si erano detti pronti a interloquire anche con il ministero dell'Interno.
