Corruzione
Trapani, chiesti quasi 40 anni di carcere per il "sistema Vetro-Teresi"
Coinvolti anche il fratello del faccendiere agrigentino e un funzionario dell'assessorato alle Infrastrutture
Quasi 40 anni di carcere. E' questa la somma delle condanne chieste per il faccendiere agrigentino Carmelo Vetro, per suo fratello Salvatore e ancora per l'ex dirigente delle Infrastrutture Giancarlo Teresi, e per il funzionario dello stesso assessorato Francesco Mangiapane. I quattro hanno chiesto il rito abbreviato dinanzi al giudice Rosario Di Gioia. Contro di loro le accuse di corruzione e altri reati.
I pm Bruno Brucoli, Gianluca De Leo e Maria Pia Ticino, hanno delineato nella loro richiesta di rinvio a giudizio quello che hanno ritenuto aver scoperto, "un sistema di corruzione che sovraintendeva ai lavori portuali in particolare", proprio grazie a Teresi e Vetro.
Queste le richieste: Carmelo e Salvatore Vetro rispettivamente 8 anni e 8 mesi e 5 anni e 4 mesi, Teresi , 8 anni e 2 mesi, Mangiapane , 6 anni, Antonio Lombardo, 6 anni e 8 mesi.
Una indagine condotta da Squadra Mobile e Dia di Trapani, dal Sisco, partita dai lavori per liberare il porticciolo di Marinella di Selinunte dalla posidonia, e quindi dai contatti tra Vetro e Teresi con gli imprenditori di Castelvetrano, i fratelli Filardo, a suo tempo condannati per i legami con Matteo Messina Denaro.
Una inchiesta che è via via risalita sino alle "relazioni pericolose" tra Vetro e il super manager della sanità siciliana ed ex deputato europeo di Forza Italia, Salvatore Iacolino.
Non è tra i protagonisti di questo processo, resta indagato in un altro troncone dell'inchiesta.
Il pezzo dell'indagine dove ci sarebbero in connessione mafia, sanità e politica.