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innovazione

Policlinico di Messina, svolta verde: i rifiuti ospedalieri trasformati in energia

Presentato il nuovo impianto di sterilizzazione con tecnologia Hta e impatto zero capace di trattare in loco i materiali a rischio infettivo

11 Settembre 2026, 18:18

18:21

Policlinico di Messina, svolta verde: i rifiuti ospedalieri trasformati in energia

Una svolta tecnologica destinata a cambiare volto alla gestione dei rifiuti ospedalieri arriva dal Policlinico, dove è entrato in funzione un innovativo impianto capace di trattare sul posto i materiali sanitari a rischio infettivo trasformandoli in energia.

Per la presentazione ufficiale del nuovo impianto è arrivato in città l’assessore regionale alla Salute, Marcello Caruso. «Questo impianto è un segnale tangibile di come la Sanità può rispondere in maniera corretta ad un’esigenza, quella di salvaguardare l’ambiente e contemporaneamente anche la salute. È un metodo virtuoso di trattare rifiuti che hanno un’alta incidenza e capacità infettiva e fare diventare questo prodotto anche un’economia di scala che poi può essere reinvestita per migliorare i servizi sanitari», ha affermato.

Fino a oggi lo smaltimento dei rifiuti sanitari a rischio infettivo seguiva un iter articolato. Si cominciava con la raccolta all’interno delle corsie, la movimentazione, il trasporto verso impianti esterni dedicati e infine il trattamento.

Con il nuovo macchinario, installato in un’area dell’ospedale opportunamente riqualificata, l’intero processo si compie senza uscire dalla struttura. I rifiuti vengono sterilizzati e, allo stesso tempo, trasformati in combustibile utilizzabile per generare energia elettrica.

Ed è proprio qui che si concentra la vera novità del progetto, perché il rifiuto non è più soltanto un materiale da eliminare, ma diventa una risorsa da valorizzare. Il cuore tecnologico dell’impianto sta nel processo di sterilizzazione, che sfrutta il calore prodotto dall’azione meccanica di triturazione dei materiali.

Un meccanismo che permette di neutralizzare il rischio infettivo senza rilasciare nell’atmosfera i cosiddetti Pop, gli inquinanti organici persistenti tra i più nocivi per la salute pubblica e per l’ecosistema.

«Si tratta di una novità assoluta per il panorama sanitario regionale», ha spiegato il direttore amministrativo del Policlinico, Elvira Amata, ricostruendo le tappe del progetto avviato durante la precedente direzione guidata dal dottor Santonocito.

Dietro questo traguardo c’è il lavoro del team multidisciplinare composto dal dottor Giuseppe Cannavò, gli ingegneri Claudio La Rosa e Roberto Campagna, e le dottoresse Veronica Nicosia e Anna Calogero. Il gruppo, in collaborazione con il direttore sanitario, ha condotto la valutazione Hta, Health Technology Assessment, alla base della scelta tecnologica.

«Un investimento che testimonia l’impegno dell’azienda nel puntare su soluzioni capaci non solo di migliorare i processi interni, ma anche di garantire una gestione sempre più sostenibile delle attività ospedaliere», ha concluso il direttore amministrativo.