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la sfida

Il progetto “Messina rigenera” per un futuro oltre le baracche

Palazzo Zanca e Arisme insieme per ridisegnare la città dopo il risanamento. Il sindaco Basile: «Dopo la lunga stagione dello sbaraccamento si apre quella della rigenerazione»

11 Settembre 2026, 21:55

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Il progetto “Messina rigenera” per un futuro oltre le baracche

La richiesta che arriva dal territorio è unanime e, in questa fase, riesce a mettere insieme tutte le forze politiche: la macchina del risanamento non può fermarsi. L’allarme lanciato dal sindaco, Federico Basile, ha riacceso il dibattito sul futuro di una delle più importanti trasformazioni urbanistiche della città.

Messina attende un segnale dalla Regione, chiamata a fare la propria parte sulla proroga dei poteri speciali e, soprattutto, sul reperimento delle risorse necessarie a completare il piano per l’eliminazione delle baraccopoli. Ma l’Amministrazione guarda oltre l’emergenza e intende avere un ruolo da protagonista nella gestione del risanamento. La sfida è decidere come utilizzare spazi liberati dalle baracche. Nasce con questo obiettivo “Messina rigenera”, il percorso avviato da Palazzo Zanca attraverso un atto di indirizzo rivolto ad Arisme. Il provvedimento approvato dalla Giunta non individua ancora le opere da realizzare, ma definisce il metodo attraverso il quale dovranno maturare le future scelte urbanistiche.

Il Comune manterrà il compito di definire la visione complessiva e raccordare la programmazione, mentre l’Agenzia per il risanamento avrà un ruolo centrale nel coordinamento operativo, mettendo a sistema dati, conoscenza delle aree, bisogni dei territori e attività dei diversi dipartimenti.

La partecipazione. Circoscrizioni, residenti, Università, associazioni, istituzioni, ordini professionali e realtà locali saranno chiamati a contribuire alla definizione degli interventi. L’obiettivo è evitare soluzioni calate dall’alto e, soprattutto, superare l’idea di un modello unico da applicare indistintamente alle diverse zone della città. Parchi, piazze, impianti sportivi, spazi culturali, servizi, mobilità, verde pubblico e luoghi di socialità potranno diventare i nuovi elementi attorno ai quali costruire la rigenerazione dei quartieri. «Dopo la lunga stagione dello sbaraccamento - evidenzia Basile - si apre quella della rigenerazione: non solo cancellare le ferite del passato, ma utilizzare gli spazi restituiti alla città per costruire nuove opportunità e qualità urbana. Il risanamento libera le aree, “Messina rigenera” punta ora a dare loro un futuro». Ma perché questa visione possa trasformarsi in cantieri e opere concrete, il primo passo resta quello di garantire la continuità del risanamento e, oltre al rinnovo dei poteri speciali, serviranno ulteriori risorse: almeno 350 milioni di euro.