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il caso

Ias, la scadenza del decreto Bilanciamento è il 26 settembre: ma ora il nodo è il dopo

La fine delle deroghe imposte per garantire la continuità del depuratore coincide con una nuova fase giudiziaria e industriale. I sindacati chiedono di essere coinvolti nelle decisioni sul futuro dell’impianto

12 Settembre 2026, 07:00

Ias, la scadenza del decreto Bilanciamento è il 26 settembre: ma ora il nodo è il dopo

Data scadenza degli effetti del decreto Bilanciamento: è il 26 settembre e non oggi (il 12). A decorrere, cioè, non dalla emissione (12 settembre 2023), bensì dalla entrata in vigore (26 settembre 2023) di questo decreto che il governo emise per dettare le prescrizioni affinché il depuratore Ias potesse rimanere in marcia, in deroga al provvedimento di sequestro emesso dal tribunale nella primavera del 2022 nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale (indagate 26 persone: 19 fisiche e 7 giuridiche). L’obiettivo governativo era quello di evitare che il sequestro sancisse la chiusura delle aziende del polo, impossibilitate a smaltire i reflui. Le prescrizioni dovevano bilanciare le esigenze costituzionali in campo: produzione, lavoro, ambiente e salute. Con alcune deroghe alla normativa ambientale. Il limite temporale di quelle deroghe lo sancì la Corte Costituzionale, fissandolo a 36 mesi. Che, come detto, a partire dall’entrata in vigore del decreto, scadono esattamente sabato 26 settembre.

Questo vuol dire che, dal giorno dopo, le industrie dovranno essere pronte a staccarsi da Ias e depurare da sole negli impianti nel frattempo realizzati, secondo i cronoprogrammi confrontati in sede di procedimento giudiziario.

Vero è che, in tema cautelare, sarà interessante vedere cosa farà il Riesame, chiamato nell’udienza del 22 a decidere sull’applicazione di un decreto che scade quattro giorni dopo. La Cassazione ha infatti annullato (con rinvio) l’ordinanza precedente con cui il Riesame aveva riabilitato il decreto e (ri)autorizzato l’attività del depuratore (cassando l’ordinanza del gip, che lo aveva disapplicato). Divano e popcorn per gli amanti dello scontro tra politica-magistratura.

In concreto il depuratore è rimasto sempre in marcia, nonostante il sequestro, vuoi per la concessione a cronoprogrammi di fuoruscita dei colossi industriali (non è tecnicamente possibile che una grande industria possa staccarsi da un momento all’altro), vuoi per gli effetti del decreto Bilanciamento, nei momenti in cui è stato in vigore tra la disapplicazione di un tribunale, la (ri)applicazione di un altro e una bocciatura della Cassazione. Ora tocca capire chi si staccherà giorno 27. Premesso che Versalis si è già staccata, pare che siano tutte pronte con l’eccezione di Sonatrach. Che però fa risalire alla scadenza dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) il termine per la realizzazione dei propri interventi: dicembre 2026. E visto che il proprio impianto di depurazione, un progetto da 100 milioni di euro, sarà pronto nella primavera del 2027, sta realizzando un “impiantino” da 5 milioni per il periodo transitorio, che sarà pronto, appunto, a dicembre.

Fatto salvo tutto ciò, si parla già di futuro post giudiziario di Ias. E su questo rivendicano un ruolo i sindacati, sinora esclusi dai tavoli regionali: “Il futuro del depuratore deve passare anche attraverso la concertazione con i sindacati di categoria”, hanno affermato i tre segretari territoriali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil Fiorenzo Amato, Alessandro Tripoli e Giuseppe Di Natale.