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Scenari

Flotte russe nel Mediterraneo dirette in Siria: in Sicilia cresce l’allarme per il ruolo di Sigonella e del MUOS

Due convogli russi nel Mediterraneo verso Tartus: uno attraccato, l’altro monitorato dall’aviazione italiana; il deputato regionale Dipasquale chiede chiarimenti a Schifani

12 Settembre 2026, 08:08

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Flotte russe nel Mediterraneo dirette in Siria: in Sicilia cresce l’allarme per il ruolo di Sigonella e del MUOS

Nel Mediterraneo sono presenti contemporaneamente diverse flotte di navi russe che trasportano carichi militari, e due di esse sono dirette a Tartus, in Siria. Uno dei convogli è già arrivato in porto, mentre l’altro sta navigando nel Mediterraneo sotto la sorveglianza dell’aviazione italiana. Lo riferisce l’agenzia Rbc-Ucraina citando The Maritime Executive.

Secondo quanto riportato dal portale marittimo, il primo gruppo è composto dalla nave antisommergibile ’Ammiraglio Levchenkò, dalla petroliera ’Generale Skobelev, dalla nave ’Spartà e dalla nave rifornitrice ’Akademik Pashin’.

Hanno attraversato lo Stretto di Gibilterra e si sono diretti verso est. Durante la traversata della Manica, le navi russe sono state scortate da diverse imbarcazioni della Royal Navy britannica.

Le immagini satellitari mostrano la presenza di una nave militare russa ormeggiata al molo di Tartus. Potrebbe essere stata ormeggiata accanto alla petroliera ’Generale Skobelev per fornirle protezione dal mare o per effettuare il rifornimento.

E ieri il deputato regionale siciliano del Pd Nello Dipasquale dopo le notizie sulla presenza nel Mediterraneo di una formazione composta dalla nave da sbarco russa Aleksandr Shabalin e da due unità cargo, monitorate da un P-72A dell’Aeronautica Militare decollato da Sigonella, aveva dichiarato: «Quello che denunciamo da tempo non era e non è un allarme astratto: la Sicilia è sempre più dentro gli scenari militari del Mediterraneo. La notizia di una formazione navale russa monitorata nelle acque a ovest della nostra Isola da un velivolo dell’Aeronautica militare decollato dalla base di Sigonella ne è un’ulteriore dimostrazione. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al presidente della Regione Renato Schifani affinché intervenga presso il Governo nazionale e ci faccia sapere esattamente di cosa si tratta e quale sia il quadro nel quale si inserisce questa operazione».

«Non mettiamo certamente in discussione - precisa Dipasquale - l’attività di controllo e sorveglianza svolta dalle nostre Forze Armate. Il punto è un altro. Ogni nuova crisi internazionale ci ricorda che Sigonella, il MUOS e la stessa posizione geografica dell’Isola collocano materialmente la Sicilia dentro gli scenari militari del Mediterraneo. Schifani non può continuare a comportarsi come se queste fossero questioni che riguardano esclusivamente Roma e rispetto alle quali la Regione non debba sapere nulla e non abbia nulla da dire».

Dipasquale ricorda di essere già intervenuto più volte sul ruolo della Sicilia negli scenari di guerra e di avere chiesto al presidente della Regione di utilizzare le prerogative istituzionali a sua disposizione per ottenere dal Governo nazionale informazioni sulle attività militari che interessano direttamente il territorio siciliano».