Palermo
Conca d’oro, ecco la road map dopo il rogo: si punta a riaprire il 70 per cento a ottobre
Secondo vertice in assessorato regionale Attività produttive, Tamajo non dà date ma curatela e sindacati confermano i tempi
Vicina, con il 70 per cento della struttura probabilmente restituita all’operatività entro ottobre, ma nessuna data certa per la riapertura del Conca d’oro. Sicuramente un passo avanti nel percorso che dovrebbe riportare all’operatività i due terzi circa del centro commerciale.
È questo l’esito della seconda riunione convocata all’assessorato regionale alle Attività produttive per fare il punto dopo l’incendio che ha imposto la chiusura della struttura. La scelta è di prudenza, ma l’ottimismo c’è: «Non vogliamo indicare date, perché in una situazione così delicata sarebbe sbagliato alimentare aspettative o fare promesse che potrebbero non essere rispettate», ha spiegato l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo. L’obiettivo, ha ribadito poi, è «fare presto».
Rispetto alla riunione della scorsa settimana, dunque, il quadro si precisa sul fronte degli interventi necessari per consentire la riapertura della parte del centro commerciale meno compromessa dai danni dell’incendio. L’Arpa ha già effettuato un sopralluogo e proseguono le attività per verificare le condizioni di sicurezza e salubrità degli ambienti.
Tamajo non si sbilancia ma, fa sapere l’agenzia Dire, ad annunciare una data è stato Vincenzo Masciello, componente del collegio dei curatori della liquidazione giudiziale della società titolare del Conca d’oro, specificando che quel 70 per cento potrà essere operativo «tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre». La conferma anche dai sindacati, che ritoccano leggermente la percentuale: «Si va verso la riapertura di almeno il 60 per cento. Una parte consistente della struttura rientra nella cosiddetta “zona bianca” e potrebbe essere interessata da una riapertura progressiva», scrivono Filcams Cgil Palermo, Fisascat Cisl Palermo e Uiltucs Sicilia.
Parallelamente si procede con la cantierizzazione e l’isolamento delle aree maggiormente interessate dall’incendio, così da separarle dal resto della struttura e consentire di intervenire progressivamente sulle zone che potranno essere restituite alle attività. Il passaggio successivo sarà la consegna dei locali ai singoli operatori.
«A quel punto la palla passerà agli operatori - ha sottolineato Tamajo - e naturalmente auspichiamo che possano intervenire con la massima rapidità». La prospettiva resta quindi quella già emersa nei giorni scorsi: riportare alla normalità il prima possibile una parte consistente del centro, mentre per le attività che ricadono nella cosiddetta “zona rossa” (circa il 30 per cento della superficie) il percorso sarà inevitabilmente più lungo e complesso. È qui che si concentra la parte più delicata del lavoro, sia per le condizioni dei locali sia per le conseguenze economiche.
Ed è alle attività maggiormente colpite che la Regione intende dedicare uno strumento specifico. Alla riunione è stata invitato anche Irfis, il cui socio unico è la Regione, che ha manifestato la disponibilità a lavorare alla definizione di una misura ad hoc per sostenere le imprese della zona rossa, tenendo conto degli effetti della chiusura e delle ricadute sui lavoratori.
Il nodo occupazionale resta infatti centrale. Sono circa 1.200 i dipendenti delle diverse aziende. La certezza sulla cassa integrazione, assicurata nei giorni scorsi dall’Inps, rappresenta uno degli strumenti di tutela già individuati.