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la denuncia

Temporale a Palermo, allagamenti dallo Zen a Mondello e Baida: «Tombini ostruiti»

Con la prima pioggia iniziano anche le polemiche per la pulizia delle caditoie

12 Settembre 2026, 21:56

22:19

Violento nubifragio a Palermo: strade allagate e auto in panne

Foto di repertorio

Con la prima pioggia caduta su Palermo dopo l'estate iniziano anche le polemiche per la pulizia delle caditoie e gli allagamenti. Il temporale che ieri mattina si è abbattuto sul capoluogo ha infatti riportato a galla i problemi di allagamenti in diversi quartieri della città, sollevando reazioni da parte dell'opposizione e dei residenti.

A denunciare le sofferenze della borgata di Baida è una nota del consigliere M5s Antonino Randazzo, che ripercorre i ritardi infrastrutturali della zona: «Dopo la pioggia, via Alla Falconara ed in generale Baida torna a essere invasa dall’acqua. Eppure il problema è tutt’altro che nuovo. Nel 1998 il Comune di Palermo aveva già predisposto un progetto preliminare per la regimentazione delle acque meteoriche provenienti dalle zone di monte, che prevedeva grandi collettori, 25 pozzetti e 140 caditoie stradali verso il canale Passo di Rigano. Quelle opere non sono state realizzate. Sono passati 28 anni e oggi via Ruffo di Calabria, piazza Baida e via Alla Falconara continuano ad allagarsi».

Sulla carenza di programmazione e di interventi ordinari interviene frontalmente Concetta Amella, capogruppo M5s e componente della Terza commissione: «Arrivano le prime piogge e, puntualmente, arrivano anche i primi allagamenti causati dai tombini ostruiti. Dallo Zen a Mondello, la storia è sempre la stessa. Bastano 10 minuti di pioggia per mettere in ginocchio la città. A Palermo la prevenzione continua ad essere considerata alla stregua del misticismo. E invece è scienza esatta: si programma, si interviene prima dell’emergenza e si manutengono con regolarità le infrastrutture. Non ci si può ricordare dei tombini soltanto quando l’acqua ha già invaso le strade». La rappresentante del M5S punta l'indice contro la gestione aziendale e l'amministrazione guidata dal primo cittadino: «Mentre Amap e Rap discutono su chi debba prendere la palla, la palla finisce in porta e a pagare il conto, come sempre, sono i cittadini».