anno scolastico al via
Gran caldo nelle classi e la mappa delle carenze strutturali: la prima prova del nuovo anno scolastico in Sicilia
Riapertura il 15 settembre con ordinanze anti-afa, edifici fragili e il nodo delle cattedre scoperte
Martedì 15 settembre la campanella torna a suonare in Sicilia, in contemporanea con Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio e Toscana. Per gli istituti dell’Isola, però, il rientro si profila subito come un banco di prova, segnato dall’intreccio di tre criticità: caldo eccezionale di fine estate, edifici scolastici fragili e una cronica instabilità degli organici.
Il primo ostacolo al regolare svolgimento delle lezioni è il fattore climatico. Le temperature elevate di metà settembre rendono molte aule quasi invivibili: secondo il XXIV Rapporto di Cittadinanzattiva, a livello nazionale soltanto il 7,4% delle scuole è dotato di impianti di climatizzazione o ventilazione adeguati.
In Sicilia, dove l’ondata di calore persiste, diversi sindaci sono intervenuti con misure d’urgenza. A Sciacca ad esempio, un’ordinanza ha ridotto per la prima settimana l’orario dalle 8:00 alle 11:00, a tutela di studenti e personale. A Palermo, la giunta comunale ha varato protocolli emergenziali che prevedono, nelle giornate da “bollino rosso”, la sospensione della didattica in presenza o l’attivazione della didattica a distanza negli edifici sprovvisti di climatizzazione.
Malgrado le sollecitazioni per uno slittamento generalizzato, Palazzo d’Orléans non ha disposto rinvii su scala regionale. L’esecutivo ha scelto di valorizzare l’autonomia scolastica, lasciando ai Consigli di circolo e d’istituto la facoltà di modulare l’avvio in base a condizioni climatiche e logistiche, nel rispetto del monte ore minimo annuale.
Un esempio arriva da Catania, dove l’Istituto comprensivo statale “San Giovanni Bosco” ha programmato una ripartenza scaglionata con orario provvisorio a partire dal 10 settembre.
Alle urgenze del clima si sommano i nodi strutturali degli edifici. I dati nazionali indicano che il 59% delle scuole (23.218 plessi) è privo del certificato di agibilità comunale. Inoltre, nell’anno scolastico 2025/2026 si sono registrati in Italia 68 episodi di crolli o distacchi di intonaco e controsoffitti, con 12 feriti.
Il contesto siciliano è segnato da vulnerabilità sismiche e idrogeologiche. A livello nazionale, il 44% dei plessi ricade in aree ad alta sismicità, 5.113 si trovano in zone a rischio frana e il 19% in aree a pericolosità idraulica. Nell’Isola molte strutture necessitano di collaudi statici, adeguamenti antincendio e bonifiche dall’amianto, la cui presenza è stimata in oltre 14.000 edifici sul territorio nazionale.
I cantieri finanziati dal Pnrr avanzano a macchia di leopardo, lasciando spesso agli amministratori locali la gestione di criticità con soluzioni temporanee.
Sul fronte del personale, l’avvio d’anno mette in luce una distanza tra le comunicazioni ufficiali e le denunce sindacali. Il Ministero dell’Istruzione annuncia 37.430 immissioni in ruolo, la copertura di circa 118 mila supplenze e la conferma di 55.814 supplenti sul sostegno; le organizzazioni sindacali stimano invece oltre 200 mila lavoratori precari a livello nazionale.
In Sicilia il fenomeno assume tratti specifici: l’aumento del costo della vita nelle regioni settentrionali spinge sempre più docenti meridionali a rinunciare a immissioni in ruolo o contratti a termine al Nord. Il risultato è un numero crescente di cattedre vacanti nelle aree settentrionali, senza un’immediata ricaduta in termini di stabilizzazione negli istituti siciliani, dove si registrano ritardi nelle assegnazioni e una persistente carenza di specialisti per l’inclusione degli alunni con disabilità.
L’anno scolastico 2026/2027, definito dal Decreto firmato dall’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano, prevede 206 giorni di lezione, con termine giovedì 10 giugno 2027 (30 giugno per la scuola dell’infanzia). Il calendario regionale fissa la sospensione delle attività il 2 novembre 2026 (Commemorazione dei defunti) e il 7 dicembre 2026 (ponte dell’Immacolata), oltre alle vacanze di Natale dal 23 dicembre 2026 al 7 gennaio 2027 e di Pasqua dal 25 al 30 marzo 2027. Il 15 maggio sarà dedicato ad attività sullo Statuto e sull’autonomia regionale.