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L'immagine della Scala dei Turchi finisce in uno spot: il Comune diffida azienda che produce acqua minerale

L'Amministrazione impone tempi strettissimi alla società per regolarizzare la posizione ed evitare di finire direttamente in Tribunale

14 Settembre 2026, 10:34

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Scala dei Turchi

La falesia di marna bianca finisce al centro di un caso legale. Il Comune di Realmonte ha infatti formalmente diffidato una nota marca di acqua minerale per l'utilizzo non autorizzato dell'immagine e della denominazione della Scala dei Turchi all'interno di una campagna pubblicitaria commerciale. Nel mirino dell'Amministrazione è finita una grafica, ormai sparita dai social, che mostrava una foto del monumento inserita in una vignetta con una bimba e un cane intendi a definirlo un monumento naturale.

Secondo gli accertamenti condotti dagli uffici comunali, la promozione promozionale ha iniziato a circolare online lo scorso 22 agosto in totale assenza di un permesso formale da parte dell'Ente, che detiene i diritti d’immagine della scogliera. Per cristallizzare le prove, la Polizia municipale, coadiuvata dal funzionario informatico dell'Ente, ha acquisito il materiale visivo attraverso procedure di informatica forense.

Per il Comune si tratta di uno sfruttamento commerciale non autorizzato del nome e dell'aspetto di uno dei beni paesaggistici più iconici della Sicilia: la diffida impone la rimozione immediata di ogni traccia pubblicitaria collegata alla falesia e pretende l'impegno formale a non sfruttare mai più l'immagine e il nome del sito senza le necessarie autorizzazioni preventive. Diecimila euro il corrispettivo d'uso e il risarcimento del danno patrimoniale.

I margini di tempo imposti dall'Amministrazione sono estremamente stretti. La società destinataria della diffida ha ricevuto ventiquattro ore di tempo per certificare l'avvenuta rimozione dei post e sette giorni per effettuare il versamento della somma pretesa. In caso di inadempimento, il Comune è pronto a rivolgersi direttamente alle competenti autorità giudiziarie per tutelare l'integrità e il valore del proprio patrimonio paesaggistico.