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«Ad attaccarci centinaia di cittadini», l'allarme dopo la guerriglia di Falsomiele contro gli agenti di Polizia
I residenti hanno bloccato le volanti per impedire tre arresti. I sindacati: «È un'aggressione contro lo Stato»
Una guerriglia contro lo Stato, un contesto che vede i poliziotti come nemici. A fermare i poliziotti che a Falsomiele stavano inseguendo tre malviventi in moto in una corsa clandestina sarebbero stati centinaia di cittadini e residenti del quartiere, tutti con l'obiettivo di impedire ai rappresentanti dello Stato di fare il loro dovere. Il bilancio è di otto agenti feriti dopo un inseguimento tra le vie del quartiere in cui i poliziotti si sono trovati davanti a una vera e propria sommossa, un'azione offensiva che ha fatto piovere sugli agenti pali di ferro, tavoli, sedie, pietre. In un caso sarebbe stata brandita un'arma. Gli agenti sono stati costretti a chiamare i rinforzi del Reparto Mobile e a sparare colpi in aria per allontanare la folla.
Sulla reazione del quartiere e sul fatto che a impedire l'arresto siano state persone non appartenenti a bande criminali si sfoga tutta l'amarezza dei rappresentanti dei corpi di Polizia. Commenta in una nota Felice Romano, segretario generale del Siulp: «È una delle tantissime aggressioni che subiamo, ma quello che lascia davvero amareggiati è stato vedere che moltissimi cittadini di quel quartiere si sono scagliati contro le volanti della Polizia. Sono stati loro a ostacolare i poliziotti. Hanno lanciato di tutto contro i nostri ragazzi: pali di ferro, tavoli, sedie, pietre e uno di loro brandiva addirittura un’arma. Uno scenario che non può rappresentare la nostra realtà lavorativa, in un paese democratico come il nostro, giacché tali scene evocano una vera e propria guerriglia civile, un attacco al cuore dello Stato democratico per affermare l’antistato sulla nostra civile convivenza». Romano sottolinea: «Questa è ormai diventata una triste costante in alcune zone: quella cioè di cittadini che si lanciano a difesa dei malviventi. Ecco perché chiediamo al Ministro dell’Interno e al Capo della Polizia di varare dei piani di intervento che non consentano più connivenze a tutela di chi delinque».
Dello stesso avviso Giuseppe Coco, segretario generale aggiunto del sindacato di polizia Sap: «I sassi lanciati questa notte contro gli agenti sono sassi contro lo Stato - dice - sono il frutto di un senso di impunità che si sta sviluppando in una fetta della popolazione che non riconosce più chi cerca di garantire la sicurezza e una convivenza civile».
Ancora del contesto che considera le forze dell'ordine come nemici parla in una nota Domenico Pianese, segretario generale del sindacato di polizia Coisp: «Ciò che è accaduto nella notte tra domenica e lunedì nel quartiere Falsomiele a Palermo è un vero e proprio atto di guerriglia urbana contro lo Stato e le istituzioni - dice - quanto avvenuto dimostra ancora una volta l’incredibile livello di audacia e spregiudicatezza raggiunto in certi contesti, dove le forze dell’ordine vengono considerate come nemici da attaccare e sopraffare e non come rappresentanti di uno Stato che li protegge. È inaccettabile che per svolgere il proprio dovere e far rispettare la legge si debba rischiare il linciaggio, affrontare folle pronte a tutto e mettere a rischio la propria incolumità se poi il sistema non garantisce una pena certa e immediata per chi si rende responsabile di tali violenze».