Istruzione
Primo giorno di scuola in Sicilia per 15mila supplenti e 5.794 insegnanti di sostegno (precari), in ruolo 1.840 docenti
Una buona notizia riguarda le mense scolastiche: i progetti presentati dalle scuole statali siciliane saranno tutti finanziati, annuncia l'assessore Turano
Al suono della prima campanella in Sicilia sono 639.929 le studentesse e gli studenti a rientrare in 34.864 classi.
In tempo per l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, l’Ufficio scolastico regionale (Usr) per la Sicilia ha completato le operazioni di immissione in ruolo del personale docente su posto comune e di sostegno (in totale 1.840) e per l'insegnamento della Religione cattolica (268), per complessivi 2.108 nuovi docenti a tempo indeterminato.
È stata inoltre coperta, si legge in una nota dell’Usr, la totalità delle supplenze, per circa 15mila posti, consentendo ai docenti assunti a tempo indeterminato e determinato di prendere servizio nelle istituzioni scolastiche di destinazione già dal 1 settembre 2026.
Particolare attenzione è stata dedicata al sostegno: su richiesta delle famiglie sono stati confermati 5.794 docenti supplenti, assicurando così la continuità del servizio agli alunni e alle alunne con disabilità.
In fase di conclusione anche le procedure per l’assunzione di 567 unità di personale Ata, di cui 22 Dsga. A queste si aggiungono, ad oggi, 2.917 nomine di personale Ata a tempo determinato.
«Gli uffici della direzione generale e degli Ambiti territoriali - afferma il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Filippo Serra - hanno lavorato con grande impegno per consentire alla scuola siciliana di avviare il nuovo anno scolastico con tutti i docenti in cattedra.
È un risultato significativo, che contribuisce a garantire la continuità didattica e il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche, nell’interesse delle studentesse e degli studenti e per la serenità di tutto il personale della scuola».
L’Ufficio scolastico regionale, conclude la nota, proseguirà nelle prossime settimane l’attività di monitoraggio e supporto delle istituzioni scolastiche, con l’obiettivo di assicurare il regolare avvio del nuovo anno e sostenere le comunità scolastiche nell’affrontare l’emergere di eventuali criticità.
Mense e buoni pasto nelle scuole
Oggi comincia ufficialmente l’anno scolastico in Sicilia e ho una buona notizia: saranno tutte finanziate le richieste presentate dalle scuole statali alla Regione per ottenere i fondi necessari a potenziare il servizio mensa o introdurre i buoni pasto alle superiori.
Lo annuncia l’assessore regionale all’Istruzione e formazione professionale Mimmo Turano, dopo la pubblicazione dell’elenco provvisorio delle istanze ammesse a finanziamento dall’Ufficio speciale per l’edilizia scolastica, grazie al piano triennale da nove milioni di euro messo a punto per estendere il tempo pieno nelle scuole dell’Isola, contrastare la dispersione e aiutare le mamme e i papà a conciliare meglio lavoro e famiglia.
«Per migliorare l’offerta formativa dei nostri istituti - sottolinea l’assessore Turano - dobbiamo potenziare le infrastrutture scolastiche. Questo intervento predisposto dal governo Schifani e finanziato esclusivamente con risorse regionali punta a dotare gli istituti di ambienti idonei a fornire un servizio fondamentale per estendere il tempo pieno».
«La dispersione scolastica si combatte aprendo le scuole al territorio, rendendole attrattive e introducendo strumenti come le mense o i buoni pasto per gli studenti delle superiori. Un ringraziamento va anche al Parlamento regionale e alle forze politiche di maggioranza e opposizione che hanno incrementato il capitolo dedicato a questo intervento nella legge di Bilancio».
Il piano triennale predisposto dalla Regione Siciliana, si sottolinea in una nota, ha previsto tre linee di finanziamento: fino a 50mila euro per la realizzazione di refettori fino a 100 posti; un massimo di 100mila euro per ambienti con una capienza da 100 a 200 persone; 200mila euro per interventi che prevedono la realizzazione di tensostrutture.
Destinatari dell’avviso sono i Comuni, le singole scuole, le Città metropolitane e i Liberi consorzi, proprietari degli edifici scolastici.
Sono finanziabili progetti per realizzare, ampliare, riqualificare, mettere in sicurezza e ristrutturare spazi adibiti o da adibire a mense appartenenti a edifici pubblici destinati al primo e al secondo ciclo di istruzione e ai convitti, censiti nell’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica.
Per quanto riguarda l’integrazione del servizio di refezione scolastica alle elementari e alle medie, per ciascuna scuola è stato messo a disposizione un contributo massimo di 20mila euro, aggiuntivo rispetto alle risorse destinate dagli enti locali.